Baiano: "La colpa non può essere solo di Pioli. Servono leader. Franchi dimezzato? Influisce sui risultati"

In estate buon mercato. Mister? Deve essere scelto dalla società, non dalla piazza, sennò rischio di tornare nel caos

07 novembre 2025 08:24
Baiano: "La colpa non può essere solo di Pioli. Servono leader. Franchi dimezzato? Influisce sui risultati" -
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Ciccio Baiano è stato intervistato da La Nazione, da grande ex viola, attaccante, allenatore e soprattutto uomo spogliatoio, come farà la Fiorentina a uscire da questa crisi?

«Non è semplice. Per niente. Quando nel giro di quattro giorni, si dimette il direttore sportivo e viene esonerato l'allenatore, significa che la situazione è molto, ma molto, complicata».

Sia sincero, tutto questo è davvero un perfida sorpresa, lo crede anche lei?

«Beh, mi sembra che in estate era stato fatto un buon mercato. Sono arrivati tanti giocatori, e si è alzato l'asticella puntando su un allenatore di esperienza. Che è successo? Non è scoccata la scintilla giusta e dall'obiettivo di portare la squadra in Champions ci si è trovati in questa situazione».

Colpa dell'allenatore?

«Gli allenatori pagano sempre, ma sia chiaro che non è possibile che una squadra come questa Fiorentina non riesca a fare tra passaggi di seguito... quindi la colpa non può essere stata solo di Pioli».

Proviamo a guardare avanti: per arrivare alla salvezza la Fiorentina che dovrà fare?

«Due cose».

La prima?

«Che il nuovo allenatore, chiunque esso sia, sia un profilo scelto dalla società, dai dirigenti e quindi non un profilo per... accontentare la piazza. Perché nel secondo caso, se fra qualche settimana la squadra non è ripartita nella direzione giusta, il rischio è di tornare nel caos».

La seconda c osa da fare?

«D'ora in poi a prendersi la squadra sulle spalle, a guidarla, dovranno essere i giocatori con grande personalità. Serviranno uomini che sanno essere leader in campo, quindi giocare bene e leader anche fuori, ovvero pronti a mettersi in discussione, ad ammettere errori. Se si dovesse cominciare a puntarsi il dito contro, a vicenda... tipo 'tu hai fatto questo, no, non è colpa mia...' allora saranno guai. Sarebbero solo alibi personali e quando si cercano alibi non si arriva ai traguardi».

Intanto, la piazza, i tifosi hanno acceso una contestazione pesante...

«Quando le cose non vanno è inevitabile. Chi sa di calcio, chi vive nel calcio, sa che quando tutto finisce in tilt la gente contesta. Inevitabile».

E quello stadio Franchi dimezzato dai lavori, secondo lei, può in qualche modo aver influito su un anno tanto brutto?

«Altroché. Sui risultati di una squadra influiscono tanti punti. Tante cose. E uno stadio mezzo vuoto si fa sentire. Ti condiziona. Il calcio è una materia delicata, è come un puzzle complicato dove per arrivare alla foto giusta bisogna mettere al posto giusto tutte le tessere. Bene, se una di queste tessere l'ha persa e non c'è più, il puzzle è incompleto. Rovinato. E lo stadio Franchi è una delle componenti della Fiorentina. E non è finita qui».

Ovvero?

«Provi a pensare quanti soldi in meno ha incassato la società da agosto o comunque da quando lo stadio aveva metà pubblico. Tanti in meno e quei soldi, magari avrebbero fatto molto comodo per affrontare il mercato di gennaio. Per acquistare rinforzi. Invece...». E invece è vero, il calcio è una materia complicata. Molto complicata.