Antognoni tira dritto: "Centenario? Non ci vado, mi hanno invitato con la solita mail. Manco una telefonata"

"Magari con una telefonata forse le cose sarebbero andate in maniera diversa"

17 giugno 2026 09:33
Antognoni tira dritto: "Centenario? Non ci vado, mi hanno invitato con la solita mail. Manco una telefonata" -
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Cinque anni di grande freddezza. È inverno pieno tra Giancarlo Antognoni, la 'Luce di Firenze' e la famiglia Commisso, proprietaria del club viola. Un gelo che non si scioglierà nemmeno in occasione del centenario della Fiorentina. L'Unico 10 lo aveva annunciato in un'intervista a La Nazione lo scorso dicembre: «Io festeggio con la gente, non con le proprietà. Sono sempre stato coerente con tutti: società e tifosi. Con Commisso non ci siamo trovati, mi sono sentito degradato senza motivo». Un concetto ribadito anche a La Repubblica nel presentare il suo nuovo libro, 'Una vita da Dieci': «Cinque anni fa volevano demansionarmi. La mia dignità non ha prezzo. Da quel momento non vado più allo stadio, i rapporti con il club sono nulli. Ora c'è il centenario, mi hanno invitato ma non credo che andrò. Servirebbero passi più concreti».

Porta chiusa , sbarrata, alla soglia delle cento candeline, il traguardo più importante per i tifosi. Chiediamo alla leggenda viola se c'è ancora uno spiraglio, un filo di speranza per vederlo al Franchi a festeggiare la sera del 29 agosto: «Non ci vado – è categorico l'Unico 10 – Mi hanno invitato con la solita mail... nemmeno una telefonata. Magari non sarei andato comunque, ma con una telefonata forse le cose sarebbero andate in maniera diversa...». Nulla da fare. La scelta ormai è presa. Non c'è niente da ricucire perché il rapporto con l'attuale proprietà viola, di fatto, si è sfilacciato fino a esaurirsi del tutto. E un riavvicinamento non è avvenuto nemmeno dopo la morte di Rocco Commisso. «Cinque anni di freddezza. Sono andato al funerale e ho fatto le condoglianze alla famiglia per correttezza e rispetto», sintetizza Antognoni che poi ribadisce: «Mi dispiace per i tifosi, con loro c'è sempre un ottimo rapporto». Da parte del club, però, l'apertura è massima: «Il centenario è un momento di celebrazione della storia, dei calciatori che hanno vestito la maglia della Fiorentina e di tutti quelli che hanno vissuto con il viola nel cuore, dal campo o dagli spalti – chiarisce il dg viola Alessandro Ferrari –. Per questo motivo ci auguriamo che anche Giancarlo possa scegliere di condividere con il popolo viola una giornata così speciale».

La Fiorentina sta organizzando una festa in grande stile: oltre mille 'convocazioni' in questi giorni stanno arrivando ai calciatori che hanno fatto la storia del club. Gli inviti sono stati spediti anche ai vecchi proprietari del club: dalla famiglia Pontello ai fratelli Della Valle, passando per Cecchi Gori. Sarà una festa aperta a tutti e la Fiorentina ha messo su una task force ad hoc per allestire l'evento: la macchina organizzativa è tutt'ora all'opera. L'idea è di coinvolgere tutti, anche chi non potrà esserci fisicamente sarà reso protagonista, magari attraverso un videomessaggio. Entro il 26 giugno la Lega di Serie A dovrebbe inoltre ufficializzare gli orari di anticipi e posticipi delle prime 5 giornate di campionato.

Un passaggio cruciale per definire i dettagli della festa. L'idea è organizzare al Franchi un grande show prima della partita contro il Frosinone e una maxi festa in stile americano alla fine della gara. In parallelo ai preparativi sono in corso le interlocuzioni con Palazzo Vecchio per capire cosa è possibile fare all'interno dello stadio e quali sono le limitazioni per via del cantiere. Assodato che la Fiesole non sarà pronta in tempo, si vuole capire anche quale sarà esattamente la capienza della Maratona. La festa proseguirà il 2 settembre, sempre al Franchi, dove verrà disputato un match celebrativo tra la Fiorentina All Stars e la formazione delle Legends di Operazione Nostalgia. In campo tra le glorie viola Seba Frey, David Pizarro, Angelo Di Livio, Pepito Rossi e tanti altri. Nuove sorprese nei prossimi giorni. Lo scrive La Nazione.