Antognoni ribadisce sul Centenario: "Difficilmente cambierò idea, ma lasciamo una porticina aperta"

Le parole di Giancarlo Antognoni che ribadisce la sua posizione sulla sua presenza al Centenario della Fiorentina

23 giugno 2026 22:12
Antognoni ribadisce sul Centenario: "Difficilmente cambierò idea, ma lasciamo una porticina aperta" -
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In occasione dell'uscita del suo libro Una vita da 10, Giancarlo Antognoni è intervenuto al Pentasport di Radio Bruno, ripercorrendo alcuni dei momenti più significativi della sua carriera e della sua vita.

"A scuola il 10 non lo prendevo, così ho cercato di conquistarlo sul campo. A Firenze ho raggiunto l'apice della mia vita, sia come calciatore che come uomo, grazie all'affetto dei fiorentini e alla mia famiglia. Anche se ho smesso di giocare da tanti anni, per me la vita resta sempre un 10".


Antognoni ha poi ricordato alcuni episodi particolarmente importanti del suo percorso:
"La partita contro il Losanna arrivò in un periodo in cui stavo pensando al mio futuro dopo il calcio. In quell'occasione Gaetano Scirea mi consegnò un gagliardetto della Juventus per il mio ritiro. L'incidente con Martina fu un momento molto difficile, anche perché in quel periodo eravamo primi in classifica. Assunsi molte medicine e quando tornai ad allenarmi non ero completamente lucido. Decisi quindi di sospenderle per poter tornare ad allenarmi al massimo delle mie possibilità. Pochi mesi dopo arrivò la vittoria del Mondiale".

Tra i rimpianti, uno in particolare:
"L'infortunio che mi impedì di giocare la finale del Mondiale del 1982 in Spagna. Avrei voluto essere in campo e magari segnare contro la Polonia, per lasciare un segno ancora più importante con la maglia azzurra".

Parlando del suo rapporto con Firenze, Antognoni ha sottolineato il profondo affetto che continua a ricevere dalla città:
"Con Roberto Baggio ho avuto un bel rapporto, anche se abbiamo condiviso poco tempo insieme. Si capiva subito che fosse un predestinato. Ancora oggi, ogni volta che esco di casa a Firenze, percepisco l'affetto della gente: è qualcosa che gratifica enormemente. In tutti questi anni non ho quasi mai incontrato un fiorentino che mi abbia rivolto una parola fuori posto".

L'ex capitano viola ha poi aggiunto:
"La scelta di restare a Firenze è stata un investimento a lungo termine. Non ho mai tradito questa città e oggi continuo a raccogliere i frutti di quella decisione. Quando si smette di giocare non è facile trovare nuovi equilibri, ma l'affetto della gente rimane e ti accompagna per sempre".

Infine, Antognoni è tornato sulla questione legata alle celebrazioni per il centenario della Fiorentina:
"Ero presente ieri a un evento, ma non vorrei trasformare questa vicenda in una telenovela. Ho già espresso il mio pensiero e difficilmente cambierò idea. A volte bisogna rispettare le scelte delle persone. Mi dispiace per i tifosi, perché abbiamo parlato a lungo e so quanto tengano a questa situazione. Bisogna vivere certe dinamiche dall'interno, non limitarsi a immaginarle"


E ha concluso:
"Nel corso della mia carriera ho detto no a tante persone importanti, da Agnelli a Dino Viola. Questa è la Fiorentina di oggi. Per il momento la situazione è questa, anche se lasciamo sempre una piccola porta aperta".