La seconda parte dell’intervista fatta da German Pezzella al Corriere Fiorentino:  “Sul mercato si può sempre migliorare, ma sono cose di cui si occupa la società. Spero invece trovi squadra mio fratello Bruno, che prima giocava nel Messina mentre ora è svincolato. Dei Della Valle – specifica – non parliamo mai, i giocatori devono pensare al campo senza farsi deconcentrare da niente. Voglio riportare entusiasmo in una piazza che vive di passione. I miei sogni per il 2018 sono restare a Firenze, qualificarmi per l’Europa e andare al Mondiale con l’Argentina. La convocazione, del resto, l’ho centrata con questa maglia addosso, e pazienza se un inserviente non mi ha riconosciuto (“Lei chi è?”, gli chiesero mentre entrava in campo, ndr). Mi spiace che l’Italia sia stata eliminata, sembrava dovesse segnare da un momento all’altro, invece è andata male. Sul fallo assegnatomi col VAR contro la Laziodico che non servono avvocati: il mio polpaccio era rosso, pure Caicedo mi ha detto di avermi colpito. Fuori dal campo sono sposato con la mia Agus, non amo la movida, mi piacciono le serie tv e lo sport. Addirittura da bambino sognavo di fare il giornalista sportivo. Sono nato a Bahia Blanca, come Ginobili, il cestista. Ma io – scherza Pezzella – non becco neppure il sacco della spazzatura, preferisco fare il calciatore. Tra l’altro da piccolo ero attaccante, poi ho capito che era meglio difendere. Firenze è una città speciale, mia mamma aveva gli occhi sgranati quando l’ho portata con mio padre al Piazzale Michelangelo. Io però sono concentrato su quello che devo fare sul campo”.

Comments

comments