Amoruso risponde a Zazzaroni: "Le giovanili dell'Italia sono piene di talenti. Dove finiscono questi talenti?"
Amoruso punta il dito: "Diciamo che abbiamo avuto, e forse continuiamo ad avere, grossi problemi in quella che dovrebbe essere la crescita di un giovane"
Questo pomeriggio Lorenzo Amoruso, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, ha replicato alle dichiarazioni delle ultime ore di Ivan Zazzaroni, che aveva criticato la Fiorentina per aver puntato su troppi giocatori stranieri. Secondo Amoruso, la scorsa stagione viola è stata fortemente condizionata da scelte tecniche e tattiche che hanno finito per penalizzare anche il rendimento degli italiani presenti in rosa: "A Firenze sono arrivati italiani secondo me anche un po' sopravvalutati. Lo scorso anno si è meritato un miscuglio di situazioni, accontentare in toto un allenatore che aveva poche idee e che è stato indotto a far giocare la squadra con un modulo di gioco che non aveva in mente nessuno. Quando hai 3 punti centrali e neanche un esterno chiunque capirebbe che s’è un problema. È chiaro che la scorsa stagione è complicata da giudicare, soprattutto le prestazioni dei giocatori italiani della Fiorentina: è stata talmente brutta che non è possibile pensare che rispecchi i reali valori della rosa a disposizione".
L'ex difensore ha poi portato due esempi concreti per dimostrare come i talenti italiani possano emergere se inseriti nel contesto giusto, indicando in particolare il percorso di Cher Ndour e quello di Nicolò Fagioli: "Mi viene in mente un esempio su tutti, Cher Ndour. È partito facendo il panchinaro, giocando pochissime partite da titolare poi si è sbloccato diventando un titolarissimo: adesso credo che sia considerato uno dei pezzi pregiati di questa squadra. La stessa cosa vale per Fagioli, anche se quest’anno potrebbe andar via: potrebbe esser sacrificato per costruire la nuova Fiorentina. Ma ricordo un intervista in cui Pioli diceva che lui non voleva giocare da regista, preferendo il ruolo di mezz’ala. Chissà come mai poi con l’arrivo in panchina di Vanoli ha fatto il centrale di centrocampo, e tra l’altro registrano buonissimi risultati".
Infine Amoruso ha allargato il discorso al movimento calcistico italiano, sostenendo che il vero nodo non sia la presenza degli stranieri, bensì le difficoltà nel percorso di crescita dei giovani: "Quindi in definitiva vorrei sottolineare che in questi casi occorre sempre valutare bene il momento di ogni singolo giocatore. Non credo che in Italia ci siano degli allenatori cosi stupidi da non voler far giocare, e quindi emergere, i talenti italiani. Diciamo che abbiamo avuto, e forse continuiamo ad avere, grossi problemi in quella che dovrebbe essere la crescita di un giovane. Le semifinaliste del campionato Primavera lo scorso hanno avevano in campo giocatori di 20 anni: a quell’età, con il massimo rispetto, non puoi giocare in primavera. Le categorie giovanili della nazionale italiana sono pieni di talenti, che spesso trionfano a livelli internazionali: dovremo domandarci dove finisce tutto questo talento".