Come scritto sul quotidiano La Nazione, tra un mese la Fiorentina presenterà il progetto preliminare della cittadella viola. Potrebbe slittare di qualche giorno la data del grande evento di presentazione ai tifosi, se il 10 dicembre il sindaco Nardella non riuscirà a rimandare un impegno a Roma. Parliamo del progetto preliminare, che è costato alla società viola circa 2 milioni di euro, e non del progetto definitivo, che complessivamente ne costerà più o meno 9. Quello arriverà solamente quando Palazzo Vecchio comunicherà ufficialmente che l’area di Novoli è libera e che lì si può costruire il nuovo stadio, ovvero quando si saprà il nuovo indirizzo della Mercafir. Lo stadio, a parte l’involucro esterno, ancora da decidere, ricalcherà quello di Bordeaux. Il progetto è del tutto simile a quello presentato a Palazzo Vecchio nel luglio 2014, con una sola variazione: lo stadio sarà spostato a est di 70 metri per non entrare in conflitto con le norme di sicurezza aeroportuali.
Gli investitori chiedono certezze e non potrebbe essere diversamente, dato che dai 320 milioni di euro previsti inizialmente, l’investimento per la cittadella viola è schizzato a quota 450 milioni. I motivi? La falda a Novoli è superficiale, a cinque metri di profondità si trova l’acqua, e per costruire in falda servono più soldi. E’ possibile che la cifra sia destinata a crescere ulteriormente, non per questo manca chi ci crede. Sono già molti i partner che si sono fatti avanti con la Fiorentina per la realizzazione del progetto. Non solo cinesi e arabi, nella lista ci sono anche grandi società italiane: nessuna di Firenze.
Tempi? Il progetto preliminare arriverà tra un mese. Poi entro fine novembre, quando scadono le prime licenze a costruire a Castello, concesse nell’ambito della convenzione ricontrattata nel 2005, Unipol dovrebbe dare una risposta che potrebbe essere risolutiva per il futuro della Mercafir e dunque anche della cittadella. Se i mercati generali potranno spostarsi a Castello, in questo caso anche con il favore della totalità dei grossisti, il più sarebbe fatto. Anche se l’iter amministrativo – con ben due varianti urbanistiche necessarie – rischia di portarsi via un anno intero: il 2017.
Ma la cittadella viola non è più un sogno nel cassetto, il progetto è molto concreto, e si basa sulla volontà della Fiorentina di avere uno stadio di proprietà. Secondo studi economici, neppure troppo complessi, avere un impianto di proprietà rende soldi, fa fare punti e dunque instaura un circolo virtuoso che si chiama business.

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