30 minuti non fanno una partita, Sousa lo sa. Ora testa all'Europa League.. L'editoriale di Alessandro Taddei
Difficile giudicare mezz'ora, anche statisticamente non sono molte le partite che finiscono con lo stesso risultato maturato nel primo terzo di gioco. Beh detta così dovrei parlare di altro, salutare...
Difficile giudicare mezz'ora, anche statisticamente non sono molte le partite che finiscono con lo stesso risultato maturato nel primo terzo di gioco. Beh detta così dovrei parlare di altro, salutare e risentirci lunedì. Grazie a Dio il maltempo non può bloccare ne i pensieri, ne le considerazioni che frutto di cervelli non obsoleti come lo stadio di Genova, forse vale la pena approfondirle perdendoci qualche minuto. Tante teorie, supposizioni, la partita sarebbe cambiata e la Viola ne avrebbe giovato riuscendo anche a vincere è la verità degli ottimisti, squadra imbarazzante, morta, depressa e senza ambizione quella dei pessimisti. Niente si torna al punto di partenza, a quella mezz'ora secondo me ingiudicabile sui 90 minuti più recupero. Ricordo i commenti, anche miei, nella prima mezz'ora di Genoa Fiorentina 3 a 3 o di Fiorentina Juventus 4 a 2, così solo per rammentare casualmente qualcosa. Fidatevi mezz'ora non rappresenta nulla. Il destino della Viola in questa stagione non dipende da ieri a Marassi, di squadre che partono forte come il Genoa e poi ne prendono tre è pieno il mondo. Per me che sogno di arrivare in fondo all'Europa League conta la rosa, conta portare a primavera una rosa ancora lucida, poco spremuta nei titolari. Mi pare che Sousa almeno su questo mi venga in contro, tre partite e 6 riserve in campo, speriamo che le seconde linee siano all'altezza.
Alessandro Taddei, RadioBlu