Più si parla di un evento ritenuto altamente improbabile e più si aumentano le possibilità che esso si verifichi realmente. La situazione che si sta delineando attorno al rinnovo contrattuale di Federico Bernardeschi ha tutti i tratti di quella che viene definita profezia che si autoadempie ed infatti, sebbene spesso si tenda a non parlare di una circostanza sgradita per esorcizzare la paura, in questo caso il tam tam mediatico che ha investito il numero 10 sembra finalizzato a prepararci all’idea che, probabilmente, sia destinato a lasciare la Fiorentina, e forse molto prima di quanto ci si potesse aspettare.

Se a ciò si aggiungono i lunghi silenzi del giocatore e le offerte milionarie dei grandi club, pronti a rimpolpare le casse della società gigliata ed il portafoglio del giocatore e del suo entourage, la separazione tra il talento di Carrara e la Viola non sembra poi così impossibile.

Tuttavia in questo calcio (mercato), guidato da logiche che sempre più spesso rasentano la follia, manca un aspetto che frequentemente viene trascurato, ossia quello sentimentale. “Restare a vita alla Fiorentina come ha fatto Antognoni? Il pensiero c’è e non lo nascondo. Questa società mi ha dato tantissimo e le sono molto legato. C’è un pensiero, vedremo insieme di costruirlo“. Parlava così Federico, meno di cinque mesi fa, ed ora il rapporto con quella società e quella tifoseria che, come in un plebiscito, lo aveva eletto a uomo simbolo della Fiorentina del futuro, giovane, italiana, ricca di talento e forse anche vincente, sembra ormai completamente deteriorato.

Quelle dichiarazioni ora sembrano solo un lontano ricordo ed allora, caro Berna, non prenderci più in giro. Non farlo nel rispetto di una piazza che ti ha accompagnato nel tuo percorso di crescita, che ti ha spalancato le porte della Serie A, che ti ha consentito di raggiungere la prestigiosa maglia della nazionale, che ti ha aspettato e coccolato nei momenti più cupi, che alla fine ha ammirato l’esplosione del tuo talento e che, in fin dei conti, ti ha voluto veramente tanto bene.

E allora, caro Berna, parla chiaro una volta per tutte. Esponiti e dichiara apertamente di desiderare la Juve, o l’Inter, o il Chelsea, o il Manchester United o chi che sia… Ma dillo e, come tante altre volte, cercheremo di farcene una ragione. Però, per favore, non farti beffe di Firenze che, questa volta, proprio non se lo merita.

Gianmarco Biagioni

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