Lunga intervista quella rilasciata da Federico Bernardeschi ai microfoni di Premium Sport, nel corso della quale il numero 10 della Fiorentina ha spaziato su diversi temi: dai bilanci di fine anno, all’Europeo con la nazionale, fino alle ambizioni personali.

Penso sia stato un anno moto positivo. Abbiamo fatto vedere chi siamo, attraverso il nostro gioco, le nostre qualità e le nostre idee. Non è facile trasmettere questo alla gente, per questo motivo credo sia stato positivo. Il punto più in alto è stato quando alla fine del girone d’andata dello scorso anno eravamo in testa alla classifica. Il punto più critico è stato quando provavamo a esprimere il nostro gioco ma non venivano i risultati. E poi subentrano una serie di cose all’interno della squadra che demoralizzano un pò il gruppo. Noi dobbiamo pensare a noi stessi. Partita dopo partita possiamo fare sempre meglio, siamo partiti malino, adesso siamo più consapevoli della nostra forza e stiamo venendo fuori. Arrivare in Champions sarà dura, il campionato è equilibratissimo, ci sono tante squadre forti e noi dobbiamo puntare a dove siamo sempre arrivati, a confermarci in Europa League. Poi se dovesse arrivare qualcosa di più sarà ancora meglio. Questo anno per me è speciale anche perchè è stato l’anno dell’Europeo. È stata un’emozione fantastica far parte di un gruppo del genere e prendere parte a un Europeo a 22 anni“.

Prosegue sulla scelta della maglia numero 10 ed i paragoni con i grandi del passato: “Avevo questa idea in testa già da un po’ di anni. Il primo anno ero infortunato e il 10 era occupato ma la stagione seguente ho preso coscienza di me stesso e sono andato dai senatori per chiedere e capire se poteva essere visto come un gesto presuntuoso. Loro mi hanno detto che non c’erano problemi e allora l’ho preso. Essere paragonato a campioni del calibro di Baggio ed Antognoni è una soddisfazione enorme. Bisogna meritarselo ogni giorno, lavorando, facendo sacrifici, restando concentrato e umile: bisogna sempre stare sul pezzo. Comuqnue in questo momento i tifosi mi stanno regalando tanto e li ringrazio“.

Spende alcune parole anche sul rapporto con Paulo Sousa: “Con il mister ho un bellissimo rapporto, sia umano che da professionisti. Mi ha dato tanto fin da subito. Mi stupì molto quando tornai dall’europeo con l’under 21 in cui mi disse che credeva in me nonostante l’infortunio. Ha subito avuto un impatto forte su di me e da quel momento è andato tutto liscio e sono molto contento”.

Conclude soffermandosi sul suo futuro: “Credo che un calciatore debba pensare al campo. Poi quello che verrà non è un problema mio. Devo lavorare per migliorare sempre di più e poi vedremo cosa succederà. Non è che si alza la mano e si decide di essere leader, è uno status che ti devi conquistare piano piano, lavorando duramente e facendo vedere ai compagni che sei sempre il primo a dare tutto. Nel 2017 vorrei vincere una coppa“.

 

Comments

comments