Zazzaroni: "L'errore di Maldini e Leonardo è stato dimettersi quando Malagò gli ha chiesto di continuare"

Il direttore del Corriere dello Sport non le manda a dire a Maldini e Leonardo. Secondo il giornalista, dovevano rimanere per scegliere un CT più titolato.

28 luglio 2026 10:41
Zazzaroni: "L'errore di Maldini e Leonardo è stato dimettersi quando Malagò gli ha chiesto di continuare" -
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La scelta del ct sarà una decisione condivisa, spiegò fin dai primi giorni Giovanni Malagò. Condivisa tra il direttore tecnico, l’advisor (un inedito assoluto) e, appunto, il presidente federale. Nell’affermare questo principio, Malagò sottovalutò la variabile più importante: l’opinione pubblica, i media, i social, gli italiani insomma, il cui sgradimento per Andrea Pirlo ha fatto saltare due terzi del banco.

La Nazionale non è un club e mai lo sarà. È la squadra di tutti, anche di chi la trascura per mesi e anni, tornando a sentirla sua soltanto prima e durante la fase finale di un Mondiale o di un Europeo. Quando la Nazionale vi partecipa, naturalmente.

Maldini e Leonardo hanno commesso una serie impressionante di errori in pochissimi giorni, errori dei quali anche Malagò dev’essere considerato parzialmente responsabile, avendoli presi: il tentativo con un tecnico sotto contratto, Ancelotti, peraltro molto ben pagato dalla federazione brasiliana; il blitz dell’illusione a Barcellona, conclusosi con un no inevitabile (bastava ascoltare le parole di Guardiola nelle settimane precedenti); la candidatura di un tecnico, Pirlo, legato contrattualmente a un club e quindi nell’impossibilità di essere trattato in tempi brevi dalla Figc e per di più vincolato a un accordo con un’agenzia legata ai russi (trascuro il rapporto del figlio con una società di intermediazioni). Tutti elementi che hanno amplificato il dissenso.

Ma l’errore più grosso di Maldini e Leonardo, a mio avviso, è stato quello di dimettersi nel preciso momento in cui Malagò ha chiesto loro di continuare a lavorare per il calcio italiano con un ct più titolato.

Paolo è uno che da sempre pretende carta bianca, ma nel calcio questo genere di autonomia non la si può rivendicare, al limite sono gli altri a riconoscerla.

Lo scrive Ivan Zazzaroni questa mattina sul Corriere dello Sport