Zazzaroni duro su Orsato: " Se ne fotte dichiaratamente di tutto e tutti e sogna di passare alla storia"

Penso perciò che sia giunto il momento di essere puntuali e definitivi. E l’unico deputato a spiegare con chiarezza la sua linea, i princìpi che oggi governano le direzioni è Orsato.

22 settembre 2026 09:30
Zazzaroni duro su Orsato: " Se ne fotte dichiaratamente di tutto e tutti e sogna di passare alla storia" -
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Non se ne sentiva il bisogno. Anche se le proteste e le polemiche sul mancato ricorso al Var dopo che il restauratore di Montecchio Maggiore Daniele Orsato, detto Arrogance profumo da uomo, l’aveva sostanzialmente spento, le attendevamo da un paio di settimane.

La fanfara s’è concessa una pausa e allora domando: è ancora tutto bello e tutto buono il presente? Ed era tutto da buttare il passato rocchiano, compresi i pesanti danni d’immagine (e non solo d’immagine) che l’inchiesta ha procurato all’ex designatore? Chi glieli ripagherà, ora che la giustizia ha stabilito che non ha commesso alcun reato né penale, né sportivo?

Ma tirem innanz, come direbbe il maestro. A Bologna e Torino gli episodi che hanno scatenato non tanto i nostalgici del videoarbitro, quanto le prime vittime degli erroracci non puniti. 
Quando si passa da tutto a niente, dal bianco al nero, l’effetto risulta sempre straniante: netta è la sensazione che gli ultimi nove anni siano trascorsi invano e che l’uomo-arbitro stia incredibilmente tentando di disinnescare la tecnologia.

Che calcio avremo dopo la sosta? 
Nei periodi più incasinati ho sempre sostenuto - e lo ribadisco - che in campo dovesse prevalere l’interpretazione dell’arbitro e che, eventualmente, la topica gli fosse attribuita, aggiungendo che di fronte a un errore la Var avesse il ruolo di supporto: la direzione di una partita fatta da Lissone era e resta un obbrobrio.

Penso perciò che sia giunto il momento di essere puntuali e definitivi. E l’unico deputato a spiegare con chiarezza la sua linea, i princìpi che oggi governano le direzioni è Orsato, quello che se ne fotte dichiaratamente di tutto e tutti e sogna di passare alla storia come l’erede di Agnolin, Casarin, Angonese e Francescon: la Regione è anche una passione. 
Premesso che non sono orfano di Open Var e che detesto le difese di categoria, mi riterrei comunque soddisfatto se gli appassionati, i tifosi e i giornalisti fossero messi a conoscenza dei nuovi criteri di valutazione.

Ci sono domande che chiamano risposte. Eccone alcune.  
1) Per Orsato, quando un fallo è da ammonizione e quando da rosso diretto? 
2) Qual è il confine tra errore semplice e chiaro e evidente errore?
3) Quando un contatto o una trattenuta in area è punibile e quando no?
4) Quando il Var deve intervenire d’imperio? 
5) Quanto incide l’OFR, in termini di pressione, sull’arbitro? 
6) Quando un tocco con la mano diventa fallo da fischiare?

Infine: è prevista la sospensione per l’arbitro che commette un errore madornale?
Un paese avrà raggiunto il suo massimo grado di civiltà quando le partite si terranno senza arbitri. È di José Luis Coll, attore e comico spagnolo amante del balòn. Noi siamo ancora lontani dal massimo grado di civiltà, per il momento dobbiamo accontentarci della restaurazione.