Rocco Commisso, per ora, non ha sbagliato un colpo. Non sta sbagliando un colpo. Certo, lo attendiamo a prove più significative (tipo la scelta del Direttore generale e/o Direttore sportivo), ma per come si è presentato, per come ha parlato, per come si è prestato… E poi per come si è dedicato, quasi donato alla gente, ai tifosi, alla stampa, a chiunque gli chiedesse qualcosa di viola. Beh, mister Rocco chapeau! Anzi, congratulations. Senza contare la giocata più bella, da vero fuoriclasse, ovvero quella di affidarsi a Giancarlo Antognoni. Da parte sua, Antonio, altro fuoriclasse come calciatore ma anche come Cicerone, si è fatto trovare pronto, disponibile, assolutamente calato nella parte. Che, detto tra noi, dovrà essere diversa da quella che gli avevano ritagliato i Della Valle. Ma non precorriamo i tempi, l’importante è che nella Fiorentina a stelle e strisce… Antognoni c’è: ora c’ho le prove! Altra scelta azzeccata, la conferma di Montella. Se è vera la telefonata tra Commisso e l’aeroplanino, noi siamo ben felici di ritrovarlo sulla panchina viola. Un po’ per il principio contrario al “lay off”, cioè Rocco (lo ha detto lui) non ha mai licenziato nessuno. Perchè cominciare proprio oggi? Se il Montella bis ha fallito, la colpa è stata della leadership. Montella è un allenatore giovane, rampante ma esperto, conosce la piazza, ha già fatto bene (anzi, benissimo…) a Firenze. E poi ha ancora due anni di contratto con la Fiorentina. Vediamo, valutiamo, conosciamoci, e poi se son viole… In sedicesimi lo stesso discorso è stato fatto a tutti i dipendenti (altra mossa centrata): io non caccio nessuno, ha detto. Tutti possiamo sbagliare, l’importante è non rubare e non dire bugie. E fino a prova contraria, nella Fiorentina, c’è tutta brava gente che merita di continuare.

  • Sta nascendo quindi una Fiorentina a stelle e strisce che si riappropria della sua storia: a cominciare da Antognoni, per proseguire a Batistuta… Chissà, ieri sera Antognoni ed il Re Leone erano a cena in un noto ristorante del centro, bati-gol è a Firenze da parecchi giorni, guarda caso in coincidenza con l’arrivo di Commisso. E’ un caso? Batistuta non fa mai le cose a caso. Come quando giocava, nel suo vocabolario le parole casualità e sconfitta non erano contemplate. Oggi Batistuta ha 50 anni, deve imparare (fu lui il primo a dirlo) ma non ama perdere tempo. Non sappiamo se abbia già incontrato Rocco, oppure se si incontreranno oggi. Di certo non parleranno del passato. Anche in questo caso, se son viole… Andiamo avanti. Sabato Rocco Commisso si è recato a Coverciano, ha visitato il Museo del calcio, ha voluto vedere la palazzina di via Carnesecchi, dove crescono e maturano i giovanissimi viola. Sembra che Rocco abbia espresso l’intenzione (stavolta ci crediamo…) di italianizzare la squadra, di regionalizzare lo scouting, di sviluppare sempre di più il senso d’appartenenza a cominciare dai ragazzi. Che, sembra banale, fino ad oggi non lo è stato… ma se le pianticelle vengono dalla Toscana o (ancora meglio) da Firenze, sarà più facile che attecchiscano… o no? Perchè non provare a costruirci in casa i nostri Totti, De Rossi e Florenzi? Si perpetua la storia, si rinnova la tradizione, si sviluppa il senso d’appartenenza. Non fa un piega.

Parecchie, troppe pieghe, sta prendendo l’affare Chiesa. Che poi affare (tradotto, problema) non dovrebbe essere: Federico ha ancora tre anni di contratto, Rocco lo vuole tenere a tutti i costi, di certo è disposto a ritoccargli l’ingaggio… qual è il problema? Un accordo già raggiunto con Juventus od Inter? Ahi Federico… E poi: raggiunto da chi? E perchè? Caro Federico, non si può. Prima si parla con la società proprietaria del cartellino, e poi (ma solo poi) si tratta con i nuovi acquirenti. Ok, ma noi siamo buoni, Rocco è buono, tutti possiamo sbagliare. L’importante è non dire le bugie. Quindi, o l’entourage di Chiesa si siede al tavolo americano e si accorda, oppure stavolta non ci sono scuse. Stavolta non c’è più la vittima sacrificale chiamata Pantaleo Corvino, non ci sono più i cerberi di Casette d’Ete a fare da paracadute. Stavolta, carta canta, chi se ne vuole andare sei tu, caro Federico. Solo e soltanto tu. Anzi, ci correggiamo… saresti tu. Perchè (per la bontà di cui sopra) noi a questi giochini non vogliamo proprio credere. E allora, a tutta la famiglia Chiesa diciamo: buona Bosnia e buone ferie, a luglio per voi ci sarà solo un solo colore, a tinta unita… il viola della Fiorentina.