L'opionione

Vanoli sul banco degli imputati anche quando la Fiorentina gioca: la caccia al colpevole è diventata un'ossessione

Il 2-2 contro l'Atalanta restituisce una squadra coraggiosa, propositiva e finalmente incisiva. Ma il processo all'allenatore sembra ormai prescindere da quello che accade in campo

30 ottobre 2026 00:03
Vanoli sul banco degli imputati anche quando la Fiorentina gioca: la caccia al colpevole è diventata un'ossessione - Firenze, Stadio Franchi, 19.10.2026, Fiorentina-Como, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 19.10.2026, Fiorentina-Como, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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So perfettamente quel che passa per la testa di tutti i tifosi viola. La Fiorentina, innanzitutto, non ha vinto; ha incassato altre due reti, portando il computo totale a 19 gol subiti in 8 partite; ha sbagliato un'enormità di occasioni; ha pagato ancora una volta i cambi tardivi – e poco lungimiranti – di Vanoli. Tutto vero. Ma ancora una volta, il rischio che si corre in questi casi – specialmente tra i tifosi più accaniti – è di guardare il bicchiere mezzo vuoto. Parlare del 2-2 maturato oggi, contro una buonissima Atalanta, come se fosse una sconfitta, ci distrae da quello che effettivamente è successo in campo.

Sì, perché, se invece guardiamo il bicchiere mezzo pieno, vediamo una Fiorentina che ha giocato la partita con il coraggio che il tifo organizzato aveva chiesto nel comunicato. Soprattutto nei primi 20 minuti, la squadra di Vanoli ha dimostrato ordine, trame di gioco e una notevole dose di ispirazione tra i singoli. In tal senso è impossibile non parlare della prova monumentale di Mastantuono. Certo, a guardarlo giocare a calcio, sembra sempre che debba essere lui a risolvere la partita con una giocata degna del suo idolo Lionel Messi. Ma oggi non ha avuto solo guizzi e dribbling. Ha offerto un grande contributo in fase difensiva, ha costretto varie volte i calciatori dell'Atalanta al fallo e, soprattutto, ha creato pericoli veri, tangibili, nell'area di rigore bergamasca. Una prestazione che aiuta a capire perché in Argentina lo considerino un predestinato. L'attacco in generale, nonostante moltissime occasioni sprecate, ha ritrovato gol e una prestazione convincente. La speranza è che possa servire come iniezione di fiducia.

Le lacune nel reparto arretrato continuano ad essere molte. Inutile negarlo. Però, anche difensivamente, oggi non mi sento di trovare troppe colpe. Certo, si ha sempre la sensazione che, quando gli avversari alzano il baricentro e tentano di accelerare, possa nascere un pericolo. Ma oggi la linea difensiva, anche grazie alle buone prove dei singoli, non è stata così disastrosa come in altre uscite. Soprattutto – oltre agli instancabili Joao Mario e Jimenez – va sottolineata la grande prestazione di Viery, a dimostrazione, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, del fatto che, quando il brasiliano è schierato centrale anziché terzino sinistro adattato, rende al meglio delle sue potenzialità.

Se c'è qualcosa da rivedere è forse nel centrocampo. Il primo gol dell'Atalanta – siglato da De Ketelaere – nasce da un pessimo pallone perso da Fagioli, oggi decisamente invisibile nei 45 minuti in cui è stato in campo e giustamente sostituito all'intervallo da un pimpante Oulai. Brescianini si sacrifica, quando è in possesso cerca di rendersi pericoloso, ma non riesce mai a sembrare il calciatore che sposta gli equilibri. Anche Ndour stasera non è mai apparso particolarmente in gara, limitandosi a non sprecare palloni e a non mettere in difficoltà i compagni. Troppo poco da uno come lui. In generale sembra che questo centrocampo debba ancora mettere insieme gli interpreti giusti – si spera nel recupero di Atta, naturalmente – e un amalgama che consenta di trovare un equilibrio tra le due fasi.

Una parola, infine, su Vanoli. Onestamente mi sembra che l'accanimento su questo allenatore sia fin troppo eccessivo. Oggi si può dire che la Fiorentina ha giocato male? Secondo me, no. Anzi. Si può dire che la partita è stata preparata in maniera corretta, con una buona aggressività mescolata ad altre fasi di attesa. Vanoli schiera un undici iniziale condivisibile, che ha premiato anche la scelta di schierare Joao Mario terzino sinistro adattato al posto di Valdepenas. L'assenza di Gonçalves è presto spiegata: evidentemente il mister ritiene che il calciatore non sia ancora pronto da un punto di vista atletico e tattico, visto che la sua presenza obbligherebbe il passaggio a un 4-2-3-1 che, almeno per il momento, sembra lasciare eccessivamente scoperto il centrocampo. Come elemento di critica va senz'altro segnalato che, dopo il gol del 2-1, la Fiorentina si è abbassata troppo, concedendo metri preziosi alla squadra di Sarri. Dopo il 2-2, invece, si è nuovamente visto un baricentro alto, chiudendo addirittura la gara in attacco.

È chiaro che, se la Fiorentina tira 25 volte, di cui solo 4 nello specchio, il problema non è Vanoli. Semmai, è che l'attacco ha le polveri bagnate e, nonostante i due gol siglati, nel momento di concludere l'azione i giocatori offensivi della Fiorentina sbagliano troppo. La domanda, dunque, sorge spontanea: dopo una buona prestazione come quella di oggi, che senso ha chiedere la testa dell'allenatore? Paolo Vanoli avrà i suoi limiti, ma oggi non mi sembra che si possa considerare il primo colpevole di questo pareggio. Sicuramente la classifica fa paura ed è necessario togliersi il prima possibile dal guado, ma come ho già avuto modo di dire, questo è un anno di transizione. È pertanto d’obbligo evitare catastrofismi e sentenziare sull’esonero di un allenatore dopo così poco tempo.