Mancano appena cinque giornate al termine di questa travagliata stagione e la Fiorentina naviga, a vele non troppo spiegate, a metà classifica. Vicina, perché i tre punti che al momento separano la squadra di Paulo Sousa dal Milan non sembrano poi così tanti, ma non troppo alle parti nobili della classifica, visto che la Viola non ha mai dato l’impressione di poter seriamente insidiare il sesto posto che garantirebbe l’accesso alla fase preliminare della prossima Europa League.

Quindi, salvo un exploit che se dovesse concretizzarsi avrebbe davvero del clamoroso, la Fiorentina si avvia verso la conclusione di una stagione in cui ha miseramente fallito in tutti i suoi obiettivi. La prematura eliminazione dalla Coppa Italia già nel mese di gennaio, l’assurda batosta rimediata in Europa League contro il Borussia Mönchengladbach ed un piazzamento europeo che, pur rimanendo alla portata, vede le dirette concorrenti leggermente favorite anche considerando il calendario che, oltre alle lungodegenti Palermo e Pescara, opporrà i viola prima alla Lazio e poi al Napoli.

Di conseguenza la Fiorentina rischia seriamente di rimanere fuori dall’Europa e sarebbe la quinta volta nella gestione Della Valle che andrebbe, ovviamente, a sommarsi alla prima stagione in Serie A ed ai difficili anni della ricostruzione dopo l’epopea prandelliana.

Il rischio maggiore tuttavia, oltre alla mancata possibilità di calcare i palcoscenici europei ed ai milioni che tutto ciò porterebbe in dote, è già stato corso proprio in quelli anni, ed è quello di abituarsi alla normalità.

Dalle notti di Champions, alla più umile (ma pur sempre importante) Coppa Uefa (poi Europa League) fino alla totale assenza il passo può essere breve ma può anche comportare enormi conseguenze. Il pericolo maggiore è infatti quello di diventare tremendamente normali, ordinari, quasi anonimi fino ad uscirne tristemente ridimensionati.

I sogni di gloria rischiano quindi di finire rinchiusi in un cassetto del quale, al momento, sembra che non sia possibile ritrovare la chiave. Allo stesso modo anche l’Europa rischia di trasformarsi da una costante ad un sogno proibito, ed proprio questo il rischio da evitare… Già a partire da queste ultime occasioni (da non perdere).

Gianmarco Biagioni