Scugnizzo Viola: “Fiorentina, questo non è più calcio: è un incubo senza fine”

Contro il Torino arriva la seconda sconfitta consecutiva al Franchi: un primo tempo imbarazzante, una reazione nella ripresa e poi il solito crollo. A Grosso resta una sola partita per cambiare faccia a questa squadra

06 settembre 2026 11:42
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Non se ne può più

Lo dico senza girarci troppo intorno: io mi sono scocciato.

Mi sono scocciato di vedere gli altri vincere.

Mi sono scocciato di guardare le partite delle altre squadre e vedere calcio, gol, azioni, passaggi, idee, intensità.

E poi arriva la Fiorentina.

E ogni volta che mi metto davanti alla televisione sembra che mi stiano accompagnando all’obitorio.

Non è più soltanto una questione di risultati.

È una questione di calcio.

Questa squadra non sembra avere idee.

Il primo tempo è stato qualcosa di inguardabile

Contro il Torino, in casa, mi sarei aspettato una Fiorentina aggressiva.

Invece abbiamo assistito a un primo tempo nel quale il Torino ha praticamente fatto quello che voleva.

E la cosa ancora più assurda è che il Torino era venuto a Firenze con un atteggiamento tutt’altro che spregiudicato.

Difendersi e ripartire.

Esattamente quello che probabilmente aveva preparato Grosso.

Peccato che per fare le ripartenze serva qualcuno che sappia correre negli spazi.

E allora mi chiedo: Pellegrino era davvero l’uomo giusto per questo tipo di partita?

Forse Beto dal primo minuto avrebbe avuto più senso.

Ma questa, ormai, è storia.

Pellegrino almeno rompe il digiuno

Una nota positiva, perché quando c’è bisogna riconoscerla.

Pellegrino ha segnato il primo gol della Fiorentina in questo campionato.

E non è nemmeno un brutto gol.

Anzi, è un bel gol.

Certo, il portiere del Torino ci mette parecchio del suo e quel pallone rimbalza proprio all’ultimo, ma va bene così.

Dopo due partite senza segnare, prendiamoci almeno questo.

Pellegrino entra nella storia come il primo viola a trovare la rete in questa stagione.

Peccato che sia servito a poco.

Nel secondo tempo almeno una Fiorentina si è vista

Qui voglio essere onesto.

Rispetto alla partita contro il Frosinone, qualcosa è cambiato.

Nel secondo tempo la Fiorentina si è svegliata.

Ha trovato il gol, ha avuto anche l’occasione per andare sul 2-0 e per qualche minuto sembrava finalmente esserci una squadra.

Una piccola crescita c’è stata.

Piccola.

Troppo piccola.

Perché appena il Torino ha trovato il pareggio con Mandragora dalla distanza, è tornato a prendere coraggio.

E noi siamo tornati a sparire.

Reparti slegati e nessuna fluidità

È sempre la stessa storia.

Difesa lontana dal centrocampo.

Centrocampo lontano dall’attacco.

Pochissimo movimento.

Pochissime idee.

Una squadra che non costruisce un’azione con continuità e che sembra affidarsi più alla giocata del singolo che a un vero sistema di gioco.

E quando il Torino ha capito che poteva vincerla, è arrivato l’assedio.

Loro correvano.

Noi passeggiavamo.

Loro attaccavano.

Noi guardavamo.

Poi è arrivato il 2-1.

E a quel punto non c’era nemmeno più la sensazione che la Fiorentina potesse riprenderla.

Grosso: ora è davvero l’ultima

Dopo il Frosinone avevo detto che a Fabio Grosso avremmo concesso ancora due partite.

Una è andata.

E non è andata bene.

Ne resta una.

Dopodiché la società dovrà prendere una decisione.

Perché non possiamo permetterci di ripetere l’errore dello scorso anno.

Non possiamo arrivare a dicembre con un allenatore che non convince, perdere mesi preziosi e poi provare a salvare una stagione già compromessa.

Lo abbiamo già visto.

Lo abbiamo già vissuto.

Non voglio rivederlo.

Siamo dentro un incubo da più di un anno

Ed è questo che mi preoccupa davvero.

Perché ormai non parliamo più soltanto di una partita.

Sono mesi.

Anzi, è più di un anno che viviamo in una specie di incubo calcistico dal quale non riusciamo a svegliarci.

Cambiano gli allenatori.

Cambiano i giocatori.

Cambiano i dirigenti.

Ma la sensazione rimane sempre la stessa.

Una Fiorentina che non riesce a costruire qualcosa.

E noi tifosi che continuiamo ad aspettare.

Aspettiamo la partita della svolta.

Aspettiamo il mercato.

Aspettiamo il nuovo allenatore.

Aspettiamo il nuovo progetto.

Aspettiamo sempre.

Ma adesso basta aspettare.

La Fiorentina deve tornare a giocare a calcio

Io non chiedo miracoli.

Non chiedo di vincere lo Scudetto.

Non chiedo nemmeno di vincere tutte le partite.

Chiedo una cosa molto più semplice.

Voglio vedere la Fiorentina giocare a calcio.

Voglio vedere undici giocatori che sanno cosa fare.

Voglio vedere una squadra corta, aggressiva, organizzata.

Voglio vedere tre passaggi consecutivi senza dovermi preoccupare che la palla finisca immediatamente agli avversari.

Voglio tornare a guardare una partita della Fiorentina con entusiasmo.

Perché sinceramente mi sono stancato di invidiare le partite degli altri.

Mi sono stancato di vedere squadre che giocano, segnano, corrono e si divertono mentre noi sembriamo costantemente in attesa del prossimo schiaffo.

Ora tocca alla società

La curva ha contestato Grosso.

Comprensibile.

Ma adesso la responsabilità non può essere soltanto dell’allenatore.

La società deve dimostrare di avere le idee chiare.

Una partita ancora.

Poi basta.

Se Grosso riesce a cambiare questa Fiorentina, saremo i primi a riconoscerlo.

Se invece vedremo ancora una squadra senza idee, senza gioco e senza anima, allora bisognerà avere il coraggio di cambiare.

Perché abbiamo già buttato via abbastanza tempo.

E io, personalmente, un altro anno così non lo voglio vivere.

Sono lo Scugnizzo Viola.

E oggi non ho voglia di arrabbiarmi.

Ho voglia di tornare ad avere una Fiorentina di cui essere orgoglioso.