Rientri dai prestiti? Nazione: “Che esercito! Sono in 26 e il loro ritorno aumenta il monte ingaggi di 9,8 milioni”

Un gruppo numeroso che andrà valutato velocemente

10 giugno 2026 08:42
Rientri dai prestiti? Nazione: “Che esercito! Sono in 26 e il loro ritorno aumenta il monte ingaggi di 9,8 milioni” -
Condividi

Ventisei ritorni che valgono quasi dieci milioni di euro netti di stipendi. Prima ancora di pensare ai nuovi acquisti, la Fiorentina è chiamata a risolvere un problema tanto ingombrante quanto costoso: la gestione dell'esercito di giocatori che nelle prossime settimane farà rientro dai vari prestiti. Un dossier enorme, destinato a finire sul tavolo dei dirigenti Alessandro Ferrari e Fabio Paratici durante i giorni di permanenza negli Stati Uniti, dove alla presenza della famiglia Commisso verranno tracciate le linee guida della prossima stagione. I numeri spiegano meglio di qualsiasi analisi la portata della questione.

Sono infatti 26 i calciatori attesi nuovamente a Firenze, anche se la priorità riguarda soprattutto sedici elementi, mentre gli altri dieci sono ex Primavera con ingaggi e prospettive differenti. Il nodo principale è però economico: il ritorno dei prestiti più pesanti comporterebbe un incremento del monte stipendi pari a 9,8 milioni di euro netti, una cifra che al lordo sfiora il raddoppio. A incidere maggiormente sono cinque contratti da almeno un milione di euro. Lucas Beltran percepisce 1,6 milioni netti a stagione, Antonin Barak 1,5, Riccardo Sottil 1,1, M'Bala Nzola e Nicolas Valentini un milione ciascuno. A questi si aggiungono situazioni altrettanto delicate come quelle di Simon Sohm, che pesa per 900 mila euro, e Amir Richardson, il cui stipendio si aggira sugli 800 mila euro.

Cifre importanti che mal si conciliano con il contributo fornito nell'ultima annata. Tra i rientri figurano anche Tommaso Martinelli (500 mila euro), Matias Moreno (400 mila), Gino Infantino (300 mila) e Alessandro Bianco (200 mila), oltre ai giovani Maat Caprini, Lorenzo Amatucci, Filippo Distefano, Tommaso Rubino e Jonas Harder, tutti con ingaggi vicini ai 100 mila euro netti. Un gruppo numeroso che dovrà essere valutato rapidamente per evitare di intasare ulteriormente una rosa destinata a subire profonde modifiche. Lo scrive La Nazione.