Ranieri: "Vogliamo far rinnamorare tutti della maglia azzurra, dobbiamo tornare al Mondiale"
Il nuovo direttore tecnico ha parlato oggi in conferenza
"Dirigente o allenatore? Non lo so, se vieni chiamato devi rispondere sì e basta". Alla fine la tanto attesa chiamata della Nazionale è arrivata e Claudio Ranieri nella giornata di martedì è diventato ufficialmente il nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia, prendendo così il posto di Paolo Maldini, dimissionario dopo la mancata nomina di Pirlo come ct. Sir Claudio è stato presentato mercoledì in conferenza stampa a fianco del commissario tecnico Roberto Mancini.
Questo ruolo così prestigioso è il coronamento della sua carriera o una rivalsa per quanto accaduto con la Roma?
Assolutamente no, è solo il coronamento di una carriera. Ero al mare quando il presidente mi ha chiamato e non ho avuto dubbi nell'accettare. Mi premono tantissimo due cose: far innamorare tutti i tifosi della maglia azzurra e di realizzare il sogno di tutti quei bambini e ragazzi, come mio nipote di 12 anni, che non hanno mai visto l'Italia al Mondiale
Ha parlato di un percorso difficile. Per risistemare l'intero sistema quanto tempo serve?
È difficile dirlo, c'è da lavorare. Roberto dovrà sistemare la situazione campo, io quella che non si vede. Qualcuno a Cagliari mi ha detto che i bambini per andare alle scuole calcio spendono troppi soldi, questo non può accadere. Non possiamo permetterci in questo periodo storico dove i bambini sono presi da altre distrazioni di perderli. Dobbiamo riavvicinarli al calcio abbassando i prezzi. Un mese fa ho detto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene, ciò che è difficile è l'ultimo salto. Dobbiamo vedere come possono fare le squadre per permettere al selezionatore di avere a disposizione più calciatori. Dobbiamo lavorare sulla tecnica e sulla tattica individuale, cose che i nostri giovani allenatori non fanno più perché devono vincere.
Cosa bisogna fare per permettere ai giovani italiani di giocare di più nei top club di Serie A?
Una volta c'era un massimo di tre stranieri, ora le cose sono cambiate. Non posso essere io a decidere per i club, ma bisogna dare al selezionare l'opportunità di scegliere. A qualsiasi livello gli allenatori devono vincere, non posso obbligarli a far giocare qualcuno. Mi auguro che tutte le componenti possano permettere alle loro squadre di far giocare più italiani.