Precedenti Roma Fiorentina: Nel 2000 segnò Batistuta per i giallorossi, ma poi pianse per la Fiorentina
Domani sera di nuovo in scena una grande sfida del calcio italiano a Roma
La storia di Roma-Fiorentina giocata all'ombra del Colosseo è un lungo romanzo di supremazia giallorossa, scritto tra i legni di Campo Testaccio e il marmo dello Stadio Olimpico. In oltre ottant'anni di sfide nella Capitale, il bilancio pende nettamente a favore dei padroni di casa, che hanno trasformato le mura amiche in un vero e proprio tabù per i colori viola. Sebbene la Fiorentina sia riuscita in rare occasioni a violare il fortino romano, la statistica parla chiaro: la Roma ha vinto circa il 60% dei confronti diretti casalinghi, lasciando agli avversari solo le briciole. L'immagine simbolo di questo scontro resta scolpita nella memoria collettiva ed è datata 26 novembre 2000, l'anno del terzo scudetto romanista, quando Gabriel Omar Batistuta scagliò un destro fulminante sotto l'incrocio dei pali della sua ex squadra. Quel gol, seguito dalle lacrime del "Re Leone" impossibilitato a esultare per rispetto verso il suo passato, incarna perfettamente la nobiltà e il tormento di questa classica del calcio italiano.
Non sono però mancate le serate amare per il pubblico dell'Olimpico, come il gelido 0-3 incassato in Europa League nel 2015, quando la Viola di Montella annichilì i giallorossi in meno di mezz'ora, o il più recente blitz firmato da Benassi e Simeone nel 2018.
Negli ultimi anni il trend è tornato a sorridere alla Roma: nel maggio del 2025 è stato un colpo di testa di Artem Dovbyk a decidere un match bloccato, confermando come la Fiorentina fatichi terribilmente a trovare la via della rete nella Capitale. Al contrario, lo 0-0 è un risultato rarissimo in questo incrocio: le due squadre hanno quasi sempre dato vita a partite spettacolari e ricche di gol, rendendo la sfida dell'Olimpico una delle più attese del calendario per intensità e qualità del gioco. Ancora oggi, per la Fiorentina, la trasferta romana rimane la scalata più ripida della stagione, mentre per la Roma rappresenta l'occasione per ribadire una gerarchia storica che, tra le mura di casa, non sembra conoscere tramonto.