Pradé: "Arrivai a Firenze per rifondare, scegliemmo Montella e fu un percorso meraviglioso"
L'ex direttore viola ha parlato di Fiorentina e di Montella
L'ex direttore sportivo della Fiorentina, Daniele Pradè, si è espresso ai microfoni di Radio Bruno Toscana: “Essere il dirigente più duraturo nella storia del club è motivo di enorme fierezza. Firenze ti entra dentro, è una città meravigliosa. Chi ci nasce finisce quasi per darla per scontata, al contrario di chi la scopre venendo da fuori. Per me e per la mia famiglia è stata un'esperienza travolgente e vissuta a 360 gradi”.
“L'ho amata con gli occhi di chi viene da fuori, forse persino più degli stessi locali. Il pubblico della Fiesole è straordinario”.Qual è il confronto tra la tifoseria di Roma e quella di Firenze? “I sostenitori capitolini sono più rumorosi e festaioli, mentre il tifoso viola tende a essere più pignolo e focalizzato su ogni dettaglio. La passione per la Fiorentina è unica perché rispecchia la città in ogni sua sfaccettatura. Purtroppo, i lavori al Franchi e il temporaneo spostamento del settore più caldo nella curva opposta stanno facendo perdere alla squadra 4 o 5 punti a stagione”.
Riguardo al suo insediamento a Firenze: “Dovevo rifondare la Fiorentina dalle fondamenta: se la memoria non mi inganna, acquistammo ben diciassette elementi. Il primo tesseramento fu quello di Lupatelli, a cui seguirono profili di altissimo livello come Borja Valero, Gonzalo Rodriguez, Pizarro e Mati Fernandez… Montella? Non rappresentava un salto al buio, ma un tecnico ormai affermato e con una filosofia di gioco ben precisa. Aveva già dimostrato tutto il suo valore alla guida del Catania”.