Ponte vecchio a numero chiuso? A Firenze si lancia la provocazione. I turisti sono sempre di più…

La provocazione rilanciata dalla Nazione, ma i commercianti si oppongono...

0
431

“I turisti non potranno stare contemporaneamente a milioni sul Ponte Vecchio, non è fisicamente possibile. Si dovranno prevedere forme di accesso e fruizione diverse dalle attuali”. Il termine numero chiuso non viene pronunciato, ma è già la seconda volta in pochi giorni che il ministro del Mibact, Dario Franceschini, affronta il problema dei centri storici e della necessità di gestire i flussi turistici. Specialmente per quei monumenti ‘icona’, che tutti coloro che vengono in Italia vogliono assolutamente vedere. Tra questi non a caso si cita il Ponte Vecchio di Firenze, e lo stesso discorso vale per la Torre di Pisa, tanto per restare in Toscana.

La preoccupazione del ministro è stata espressa anche ieri nel corso del convegno sul mecenatismo che si è svolto a Firenze, città che insieme a Venezia è tra quelle che più patiscono la pressione delle comitive e del turismo mordi e fuggi. C’è di buono che almeno il problema nasce da un fattore positivo: la crescita dei visitatori, con numeri sempre più esaltanti.

Ma come potranno fare le città d’arte, piccoli e fragili, a reggere invasioni, pacifiche ma sempre più massicce? L’unica risposta possibile pare quella di prevedere nuove regole.

“Immaginare città a numero chiuso è un po’ difficile, perché sono luoghi che devono poter vivere – sostiene Franceschini –. Si possono pensare però forme di regolamentazione e studiare sistemi per distribuire diversamente i turisti sul nostro territorio. Diciamo che dovremo trasformare una necessità in opportunità e investire su un’Italia che diventi davvero un unico museo diffuso. Altrimenti non reggeremo l’urto”.

Ma per la verità i commercianti del Ponte Vecchio, e specialmente i tanti orafi, sono ben contenti di continuare a reggere l’urto, sostenendo che più che sulla quantità c’è eventualmetne da lavorae sulla qualità. E di questo ne è convinto anche il ministro.

Franceschini ha ricordato che le previsioni parlano di decine di milioni di nuovi turisti, per esempio dalla Cina, che non hanno mai fatto un viaggio all’estero e che nei prossimi anni sceglieranno l’Italia e fra questi in molti la Toscana. “Stiamo facendo un lavoro strategico sul piano del turismo – ha proseguito – che punta a migliorare il modello di turismo internazionale che arriva in Italia. Non quello del mordi e fuggi, che non consuma, che passa senza lasciare ricchezza. Ma un turismo che cerchi l’eccellenza, la qualità, che rispetti la fragilità dei nostri luoghi dell’arte. E che abbia la curiosità di cercare la bellezza in luoghi meno conosciuti”.
Lanazione.it

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.