Polverosi: "Sono usciti solo spifferi della rottura con Grosso. I cristalli del palazzo viola sono fumé"
Il giornalista Alberto Polverosi non risparmia critiche alla gestione del caso Grosso, e poi presenta la sfida contro il Venezia.
Se il risultato del debutto del Vanoli/2 fosse come quello del Vanoli/1, i fiorentini potrebbero non sorridere, ma almeno respirare. Esordio in trasferta a Marassi, due a due contro il Genoa, gol di Gudmundsson e Piccoli. Era l’undicesima giornata, oggi si gioca la quarta e fra le due stagioni e fra le due Fiorentine c’è solo questa differenza, il tempo in più da sfruttare al massimo. Il resto è incredibilmente e tristemente simile, a cominciare dalla posizione in classifica: ultima, ultimissima per differenza-reti. Come un anno fa, la difesa (intesa come sistema) ha iniziato subito a imbarcare acqua. Paratici ha acquistato Dragusin (190 centimetri) per alzare la statura del reparto che nel campionato precedente prendeva un gol dietro l’altro sui calci piazzati. Nonostante le tre conferme consecutive (cambiava solo il partner, da Ranieri a Pongracic a Viery), Dragusin è stato il peggiore della difesa viola. Anche l’anno scorso, al debutto di Vanoli a Genova, la Fiorentina prese due gol (Ostigard e Colombo) sullo sviluppo di due punizioni di Martin.
E’ il primo punto su cui il nuovo/vecchio allenatore viola deve lavorare. Rattoppare, sistemare, rinforzare la difesa già da stasera a Venezia: nove gol in tre partite (cinque in casa e di questi cinque tre segnati da una neopromossa) sono tanti, troppi, nessun’altra squadra è stata schiantata alla stessa maniera. Sul fronte opposto non va meglio. Un gol all’attivo in 270 minuti, anche in questo caso peggior attacco del campionato, come Genoa, Parma e Lecce. L’anno scorso Vanoli aveva almeno la speranza (poi rimasta tale) di recuperare Kean, il ragazzo dei 19 gol con Palladino, ora deve inventarsi qualcosa con due centravanti che non hanno mai sfiorato la quota di Kean. Deve trovare un modo per coinvolgerli nella manovra, un modo che non può essere l’eterno lancio lungo di De Gea per Pellegrino. Avrà bisogno dei gol delle ali, deve spiegare a Mastantuono che l’uomo o lo salta o è inutile, deve capire quanto possono dare Gonçalves, Njie e Gnonto. Ma prima di tutto deve dare uno spirito alla squadra, deve trasmettere carattere, solidità, la resa viola di queste tre partite non è accettabile. In questa operazione potrebbe aiutarlo la società. Che però, dopo la mareggiata che ha travolto il Parco Viola, si è ritirata nel suo scrupoloso riserbo. Da Bagno a Ripoli sono usciti solo spifferi sulla rottura con Grosso. Nessuno che lo dica ufficialmente, nessuno che faccia chiarezza. I cristalli del palazzo viola sono fumé.
Lo scrive Alberto Polverosi stamattina sul Corriere dello Sport