Polverosi: "Mercato della Fiorentina positivo ma serve cautela. Bisogna aspettare le prime partite"
Polverosi cauto e spiega i motivi, che in parte sono: "Legati al settore che, nei piani di Grosso, ha davvero bisogno di grandi interpreti: le ali"
Fine agosto 2025, il giudizio pressoché unanime sul mercato della Fiorentina firmato da Pradé era ampiamente positivo. La squadra era stata rafforzata, si diceva, a cominciare dalla panchina dove era tornato un allenatore con uno scudetto vinto pochi mesi prima. Poi abbiamo visto come è andata, con una corsa forsennata alla salvezza raggiunta soprattutto per merito di Vanoli. Non uno dei nuovi acquisti ha reso quanto tutti si aspettavano, nemmeno Pioli, licenziato con la Fiorentina ultima in classifica: Piccoli, Fazzini, Sohm, Nicolussi Caviglia, tutti hanno deluso, oltre a chi già c’era. E anche il mercato di gennaio, il primo di Paratici fatto di corsa e non da Firenze (era ancora legato ufficialmente al Tottenham) non ha avuto effetti particolarmente positivi, anzi.
È questa la ragione che ora, pur davanti agli acquistoni di Paratici, induce alla cautela. Non è giusto, lo sappiamo. Gli errori di valutazione commessi in precedenza non devono offuscare i giudizi di oggi che sul mercato della Fiorentina per forza sono nuovamente positivi, notevolmente positivi. L’unica avvertenza è che conviene aspettare almeno qualche partita vera per stabilire quanto reale sia la crescita della squadra.
A Grosso sono stati già consegnati cinque giocatori nuovi, due fortissimi (le due mezze ali), gli altri tre destinati comunque a una maglia da titolare. Difesa irrobustita con Dragusin e Viery, così come una fascia esterna con Jimenez. Il salto in avanti, il vero miglioramento sul piano tecnico, è dato dall’arrivo di Atta e Oulai, ventitré anni il primo, venti il secondo. Hanno corsa, inserimento, visione di gioco, dribbling, hanno tutto o quasi tutto per entusiasmare i fiorentini. Fanno immaginare una squadra votata al gioco d’attacco, alla creatività e alla brillantezza.
L’altra ragione per cui conviene aspettare ancora un po’ prima di un giudizio definitivo è legata al settore che, nei piani di Grosso, ha davvero bisogno di grandi interpreti: le ali. Il nuovo allenatore nel giorno della presentazione ha chiarito come intende giocare, almeno all’inizio, quattro difensori (e ci siamo), tre centrocampisti (e ci siamo) e tre attaccanti (e qui dobbiamo aspettare). C’è un centravanti di nome Kean (a meno che non venga recapitata al Parco Viola un’offerta economicamente considerevole), ma ai suoi fianchi mancano ancora giocatori decisivi. Se l’idea è quella del Sassuolo, mancano Berardi (5 assist e 8 gol in 25 partite nel campionato scorso, ma è arrivato a segnarne anche 17 di reti, con 8 assist, nella stagione 2020-21) e Laurentié (9 assist e 7 gol nell’ultimo campionato). Mancano cioè esterni che abbiano confidenza con la rete. E se questa è la base, toccherà a Kean rivedere i suoi movimenti in attacco. Lo scatto su palla lunga non sarà più lo schema preferito.
Resta un punto da sottolineare: la nuova strategia. Paratici ha ottenuto dal giovane Commisso e da sua madre un portafoglio piuttosto gonfio. La Fiorentina aveva speso 90 milioni nel mercato estivo e invernale della stagione scorsa, ora sta andando avanti a colpi da 20-30 milioni a giocatore (non tutti, ovviamente). Sembra un indirizzo nuovo, con la volontà di costruire una squadra più forte di quelle viste finora, una squadra in grado di andare oltre il sesto posto, conquistato nella stagione di Palladino. E se guardiamo tutte le altre, non ce n’è una che sul mercato si è mossa quanto e come la Fiorentina. Ma queste sono solo le premesse, fra poco più di un mese arriveranno le verifiche.
Lo scrive stamattina Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport