Polverosi: "La svolta c'è stata. Vanoli deve lavorare sulla condizione, la differenza fra i calciatori è evidente"

Il giornalista del Corriere dello Sport commenta il pareggio contro il Napoli. Espone però anche la grande distanza di condizione tra i vari calciatori.

21 settembre 2026 09:24
Polverosi: "La svolta c'è stata. Vanoli deve lavorare sulla condizione, la differenza fra i calciatori è evidente" -
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È un pareggio che sa di buono per la Fiorentina. Uyuhjn pari in rimonta contro una squadra che, pur ridimensionata dalle assenze, poco più di un anno fa ha vinto lo scudetto. Vanoli è qui da meno di due settimane, ma già ora la Viola dà l’idea di una squadra in ripresa. Tre partite ufficiali, due vittorie, un pareggio, sempre a segno, quattro volte a Venezia, tre col Pisa, una ieri. Prima di Vanoli la Fiorentina veniva da tre sconfitte di fila in campionato, in casa aveva perso col Frosinone e col Torino, era disorientata, impaurita, incapace di qualunque reazione, anche la più timida.

La svolta c’è stata. Col Napoli era una partita fondamentale proprio per questa ragione. Il 4-2 di Venezia (in rimonta anche allora) poteva nascere da una forte scarica elettrica per il cambio in panchina, mentre nel 3-0 sul Pisa poteva incidere la differenza di categoria, ma ieri la storia era diversa, la Fiorentina aveva bisogno di sentirsi pienamente squadra e così è stato. Due traverse prima del gol del Napoli e poi, una volta sotto, non ha mai smesso di crederci, non si è mai arresa.

Il cambiamento è evidente, oggi è una squadra consapevole delle sue qualità, pur avendo dei difetti su cui Vanoli dovrà lavorare sodo nei prossimi venti giorni di sosta del campionato. Sono otto i giocatori che lasceranno il Parco Viola per giocare in nazionale, ma mentre Dragusin, Ndour e Fagioli sono già in buone condizioni e possono partire serenamente per i ritiri delle nazionali, per Pongracic, Oulai, Beto, Njie e Mastantuono la convocazione arriva quando sarebbe stato necessario far salire il livello di forma. E’ qui che Vanoli e il suo staff dovranno dare un’ulteriore svolta. Nella Fiorentina la differenza di condizione fra un giocatore e l’altro è così evidente da provocare qualche intoppo di troppo.

Per esempio Atta: non è lui, non è il giocatore che ha impressionato a Udine e anche ieri si è visto solo in occasione della traversa. Forse dipende anche dalla posizione, quando la Fiorentina perdeva palla l’ex friulano difendeva più avanti della coppia Fagioli-Ndour e quando la squadra ripartiva era sempre a ridosso di Pellegrino. La traversa è arrivata grazie al suo inserimento, è vero, ma un giocatore con quelle doti forse va coinvolto di più nella manovra; Viery, che prima di essere sostituito all’intervallo è stato frastornato da Politano, ha bisogno invece di calarsi di più e meglio in un calcio per lui ancora poco conosciuto; Gonçalves infine deve migliorare decisamente la condizione fisica per ritrovare brillantezza.

Anche l’anno scorso, Vanoli ripartì con una nuova preparazione fisica e atletica. Se poi dietro resiste a questi livelli il ragazzino che sta fra i pali, allora la Fiorentina può stare più tranquilla. David De Gea ha 36 anni, ma quando lo vedi saltare da un palo all’altro come fa un gatto sull’orlo di un cornicione, di anni gliene togli almeno una decina. Ieri è stato decisivo. Come chi gioca davanti a lui, Radu Dragusin. E’ questo il difensore che conoscevano tutti, non quello di Roma spazzato via da Malen, non quello beffato da Raimondo e non quello fermo davanti all’acrobazia di Adams. In difesa ora c’è qualche certezza in più.

Lo scrive questa mattina in edicola Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport