Polverosi: "Dopo quello che è successo l’anno scorso, una nuova partenza incerta diventerebbe un problema"
L'editoriale di Alberto Polverosi sulla situazione della Fiorentina. Il giornalista non vuole mettere fretta ma sottolinea come la squadra sia esattamente la stessa della passata stagione.
Immobile con la “I” maiuscola potrebbe essere perfino un’idea (nonostante l’età che, come nel caso recente di Dzeko, la sconsiglierebbe), “immobile” con la i minuscola invece nasconde la difficoltà delle idee a prendere forma e sostanza. Due settimane e Fabio Grosso inizierà il ritiro con la squadra che in questo momento non possiamo definire “nuova” (a parte il possibile arrivo di Viery). Per l’allenatore sì, per tutti gli altri è la stessa identica squadra che ha fallito la stagione scorsa. Dalla fine del campionato a oggi le novità sono state un paio: l’ingaggio del nuovo tecnico (tutti sapevano che era Grosso, ma intanto nessuno aveva spiegato a Vanoli, l’autore dell’impresa-salvezza, che avrebbe lasciato Firenze) e l’incontro americano di Ferrari e Paratici con la famiglia Commisso. Breve inciso: il presidente Joseph è venuto a Firenze per commemorare suo padre Rocco a fine gennaio e da allora nessuno dei Commisso si è più fatto vedere al Parco Viola. Forse dare un’occhiata da dentro, per capire, per annusare l’aria, sarebbe stato meglio. In questo momento, fra chi è in organico e chi rientra dai prestiti la Fiorentina ha una cinquantina di giocatori. Può fare la squadra B e anche la squadra C, ma non è un vantaggio per il nuovo allenatore che invece avrebbe bisogno di iniziare con un po’ di chiarezza, allenando i giocatori su cui potrà contare per il resto della stagione. Resta poi tutto da decidere il futuro di Kean, tanto per dire, non si sa cosa accadrà a Dodo, a De Gea, a Comuzzo, fumo all’orizzonte. Oh, intendiamoci, non è che le altre società italiane stiano facendo chissà cosa, al confronto del Milan, per fare un esempio, la Fiorentina appare come un club di una straordinaria chiarezza strategica. Però la Fiorentina parte dietro, deve rimontare posizioni su posizioni se intende davvero rientrare in zona-Europa e se la fretta è una pessima consigliera, il ritardo è proprio uno sbaglio. Poi c’è Grosso che andrebbe aiutato in questo senso. Arriva dal Sassuolo, dove tutto era molto più lineare. Certo, la Fiorentina non è il Sassuolo, le aspettative sono diverse, così come le pressioni. Dopo quello che è successo l’anno scorso, una nuova partenza incerta diventerebbe un problema. All’inizio del peggior campionato dei Commisso, mentre la squadra infilava un rovescio dietro l’altro, i tifosi non erano granché preoccupati, “tanto ci riprendiamo” e poi si è visto quando la Fiorentina si è ripresa, appena in tempo. Grosso non godrà di questa specie di “bonus”. Operazioni e chiarezza, è quello che serve alla gente ma soprattutto all’allenatore.