Polverosi: "Bene i reduci della passata stagione, si vede che hanno qualcosa da farsi perdonare"
L'opinione di Alberto Polverosi sul giornale di Ivan Zazzaroni, dove parla della gara di ieri, dei nuovi arrivati visti in campo e delle potenzialità della Fiorentina.
Il primo esame ufficiale non era proibitivo, ma superarlo in scioltezza, con brillantezza e con quattro gol come ha fatto la Fiorentina è già un segnale positivo per Grosso. Che ha ricevuto le prime risposte dai nuovi (erano “solo” in quattro all’inizio) ma soprattutto dai vecchi. I reduci della terribile stagione scorsa hanno qualcosa da farsi perdonare e alla prima partita ufficiale hanno firmato tutt’e quattro i gol. Albert Gudmundsson ha segnato di testa dopo settanta secondi (primo assist ufficiale di Atta) e ha mostrato una faccia diversa rispetto al passato. Se prima sembrava talvolta indolente, o addirittura assente, ieri sera ha giocato perfino con rabbia. L’altro vecchio, Moise Kean, è tornato a segnare dopo cinque mesi, dopo il tristissimo ultimo gol in azzurro a Zenica, in viola invece la rete gli mancava dal 23 febbraio. Una zampata delle sue per il 2-0 e poi un assist stupendo per un gol sbagliato non si sa come da Gudmundsson. In gol Ranieri (di testa) e Ndour (sinistro-destro-sinistro al limite dell’area e palla nell’angolino). Bene anche Fagioli, la Fiorentina ha bisogno del suo piede, a palla in movimento e anche (come si è visto in occasione del 3-0) a palla ferma.
I nuovi hanno dato tutti qualcosa di interessante. Per esempio, il primo angolo del Benevento (i corner erano stati la rovina della Fiorentina nella passata stagione) è stato respinto di testa da Dragusin, per il resto sempre col tempo giusto negli interventi nella propria area di rigore e in quella avversaria (assist di testa per il gol di Ranieri, dopo l’angolo battuto da Fagioli). A sinistra Valdepenas ha difeso e attaccato con efficacia. A destra Joao Mario ha fatto anche meglio: traversa piena con un destro da fuori area e assist per la rete di Kean con un cross rasoterra dal fondo. Atta non è ancora entrato in pieno nella nuova squadra, ma con un paio di giocate ha fatto vedere la sua qualità. Un applauso fragoroso ha accolto l’ingresso di Mastantuono e Oulai. Mancava mezz’ora, c’era solo gestione, i guizzi migliori dell’argentino sono rinviati alla prossima occasione, quanto a Oulai deve smorzare un po’ la sua irruenza, è stato l’unico ammonito viola della gara.
Il Benevento non si è arreso nemmeno dopo il quarto gol preso e si è preso la soddisfazione di segnare una rete al Franchi con Lamesta. Nella costruzione della manovra è stato alla pari dei viola, la differenza è stata tutta di natura tecnica. E’ una squadra coraggiosa, di personalità, gioca a campo largo, gli esterni danno ampiezza; la Fiorentina, al contrario, per ora è priva di ali pure e schierando due trequartisti deve puntare sull’uno contro uno. Ma l’inizio è buono.
Lo scrive Alberto Polverosi stamattina sul Corriere dello Sport