Poesio: "La Fiorentina alterna gioco a preoccupanti passaggi a vuoto. E' ancora piuttosto acerba"
L'editorialista del Corriere fiorentino commenta la partita contro il Napoli, sottolineando come la viola sia ancora da rodare.
In un mezzogiorno veramente di fuoco con il caldo che ha condizionato il match — i giocatori nel finale sembravano calcianti stremati nel sabbione di Santa Croce — è venuta fuori una partita a tratti emozionante, molto poco tattica (e per questo molto divertente) e un risultato tutto sommato giusto in cui entrambi i portieri si sono presi il ruolo di protagonisti. Il primo vero esame del Vanoli bis dunque certifica che almeno sul piano del cuore e della grinta, la cura inizia a dare i suoi frutti. Quale però possa essere l’orizzonte di questa Fiorentina resta invece un interrogativo a cui forse al momento nemmeno il tecnico può rispondere. Si vedrà, insomma, e d’altronde che questa fosse una stagione work in progress appare quasi come un ovvietà connaturata all’ampia rivoluzione operata in estate e resa ancora più complessa dal cambio di timoniere dopo solo tre partite. Impossibile dunque aspettarsi una Fiorentina fatta e finita e la partita di ieri in cui si sono alternati sprazzi di gioco, capacità di creare pericoli a una delle corazzate (anche se un po’ ammaccata dalle tante assenze) del campionato a preoccupanti passaggi a vuoto, sta lì a dimostrare come la Fiorentina resti al momento una pianta a tratti appariscente, ma ancora piuttosto acerba.
Ma in vista della lunghissima e anomala sosta di campionato, contava soprattutto convincere ed evitare scorie pericolose, le stesse che Vanoli in un’opera di pulizia prima di tutto psicologica ha lavorato senza sosta (e con successo) da quando è arrivato. Giusto dunque sottolineare adesso l’atteggiamento e il coraggio con cui la Fiorentina ha affrontato il Napoli riuscendo a dare l’impressione di poter essere pericolosa ogni volta che superava il centrocampo. Magari talvolta è mancata la lucidità, ma dopo aver assistito alle tre gare della gestione Grosso in cui il battito della Fiorentina era apparso rasentare lo zero, ecco che gli strappi con cui i viola hanno provato a far male al Napoli appaiono come incoraggianti segnali di vita. Adesso lo stop e la possibilità per Vanoli di lavorare anche sul piano fisico, nonostante molti dei titolari saranno impegnati con le rispettive nazionali. Tre settimane in cui iniziare ad andare oltre l’aspetto emotivo e iniziare a lavorare invece sul piano tattico e tecnico. Al rientro sarà necessario mettere in campo un’identità più definita per poter iniziare a individuare il reale potenziale di questa squadra che dovrà affrontare un calendario impegnativo (Genoa, Como, Inter e Atalanta in venti giorni). Una serie da non sottovalutare perché, prima o poi si tornerà a guadare la classifica. E navigare in acque basse e paludose come quelle in cui i viola si trovano adesso rappresenta sempre un pericolo. Meglio lasciarle il prima possibile dopo averle frequentate fin troppo in questo 2026.
Lo scrive questa mattina il Corriere fiorentino