Paratici: "Su Kean non siamo completamente padroni del nostro destino, credo sia una risposta sincera"

Il Corriere dello Sport riporta ancora le parole del di Fabio Paratici su Moise Kean: "Siamo come tutti i club - tranne 5/6 - e non abbiamo la forza di trattenere chiunque".

19 giugno 2026 09:43
Paratici: "Su Kean non siamo completamente padroni del nostro destino, credo sia una risposta sincera" -
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GROSSO MOISE. Chiaro, molto. Per Paratici il singolo viene sempre dopo del collettivo, l'io del noi. «Stiamo parlando con Kean e il suo entourage. Moise è un patrimonio del calcio italiano e della Fiorentina, poi io ci sono particolarmente affezionato: speriamo e vogliamo che sia il nostro centravanti. Però, come tutti i club, tranne cinque-sei, che non hanno la forza per trattenere il giocatore in caso di offerte alla società e al diretto interessato, non siamo completamente padroni del nostro destino: credo sia una risposta sincera e rispettosa nei confronti dei tifosi».

Non rimane che assegnare la costruzione dei sogni. «Siamo stati concentrati fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata su Paolo Vanoli e su quello che dovevamo fare. Noi l’abbiamo supportato e lui è stato artefice di un grandissimo lavoro. È stato bravissimo - ribadisco, bravissimo - a portarci fuori da una situazione complicata. Poi, si è chiamati a prendere una decisione non su quello che è stato fatto, ma su quello che si potrà fare: ci siamo presi il nostro tempo intervenendo su rapporti umani e non solo professionali, e alla fine abbiamo scelto Grosso come unico profilo. Che non è il mio tecnico, ma della Fiorentina, scelto da tutti noi perché pensiamo che sia la persona giusta per mettere in pratica quello che abbiamo in testa. Un allenatore oggi deve non solo allenare. Deve capire anche le esigenze del club, le difficoltà di prendere quel determinato calciatore, deve saper comunicare con l’interno e con l’esterno: e queste caratteristiche le abbiamo trovate in Grosso».

Lo riporta stamattina in edicola il Corriere dello Sport