Paratici: "Non accetto da me stesso di arrivare tutti gli anni ottavo. La Fiorentina deve arrivare al massimo"

Le parole di paratici su mentalità e obiettivi della Fiorentina. Paratici non parla apertamente di posizioni ma non accetta di arrivare sempre in una certa posizione.

18 giugno 2026 12:49
Paratici: "Non accetto da me stesso di arrivare tutti gli anni ottavo. La Fiorentina deve arrivare al massimo" -
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Durante la conferenza stampa viene fatta una domanda a Paratici su dove vede la Fiorentina: "Io non accetto di arrivare tutti gli anni ottavo. E ragiono in termini di punti, non di posizioni. La Fiorentina storicamente è un club da 55 punti. Poi le posizioni sono relative. Il Napoli fece 90 punti e non vinse il campionato. Parlo di costruzione nel tempo, serve prendersi dei rischi e prendersi critiche. Faremo un lavoro per far si che la Fiorentina arrivi al massimo possibile in termini di punti. Non è una questione di calciomercato. E' una questione diversa, che esula da comprare un calciatore o un altro".

A Ferrari invece cosa vuol fare la Famiglia Commisso: "Non mette in vendita la società, e loro hanno voglia di creare una Fiorentina che dal Viola Park, da Fabio Paratici, e dalla struttura interna, li vede protagonisti. Rocco voleva vincere, dunque sicuramente anche loro avranno questa volontà".

A Paratici sul mercato: "Al di là del tesoretto da spendere, se hai 60 calciatori sotto contratto, o li vendi o dobbiamo costruire un altro building per metterli tutti. E' una questione anche tecnica e di gestione dei contratti".

Sul monte ingaggi: "Le mie ambizioni non sono legate al monte ingaggi. Dobbiamo costruire qualcosa di solido. Se fossimo solo legati a quello non avremo fatto un buon lavoro. Concentriamoci sul fare il miglior lavoro possibile e raggiungere gli obiettivi che abbiamo in testa, sapendo che non è tutto nelle nostre mani. Non è comunque questo il nocciolo della questione".

Paratici sui tifosi: "Sono stato fortunato nella mia vita perché ho avuto tante pressioni. Quando hai tante pressioni vuol dire che competi per qualcosa di grande o sei attenzionato dalla gente. Questa cosa mi ha allenato. Sono talmente tanto severo con me stesso, che la severità degli altri non mi arriva. Le aspettative che ho verso me stesso non sono quello che la gente ha verso di me. Ho tanto entusiasmo che ho sempre come il primo giorno. Sono un totalitario, non ho altri interessi e sono molto concentrato. Per trasmettere alla città che è diffidente, credo che voi siate il tramite per educare le persone e noi dobbiamo darvi dei messaggi credibili. Le storie non bisogna raccontarle e dobbiamo essere concreti e credibili".