Sportiello 6 In più di una circostanza mostra qualche segno di insicurezza, ma su Cuadrado e Mandzukic nel secondo tempo effettua due ottime parate.

Laurini 6.5 Si incolla a Mandzukic e non gli concede neanche un centimetro. Non è un caso che appena esca dal campo il croato segni. (Dal 51′ Gaspar 4.5 Si lascia scappare subito Mandzukic che apre le marcature. Il centravanti bianconero ha vita facile con lui. Tutta la difesa viola risente del suo ingresso).

Astori 6 Su Dybala fa il possibile, ingabbiandolo spesso al limite dell’area.

Pezzella 6- Poco meno efficiente del compagno di reparto Astori, non commette comunque errori decisivi.

Biraghi 6- Cuadrado non è un cliente facile, ma il terzino viola esce a testa alta dal confronto. Peccato per i tanti cross sbagliati.

Badelj 5 Falloso e disordinato, non riesce a contenere la velocità del dirimpettaio Matuidi, rimediando un’espulsione.

Veretout 6 Contrasta e imposta come al suo solito. Il migliore del centrocampo della Fiorentina.

Benassi 5 Troppi passaggi sbagliati e poca cattiveria anche quando la Juventus ha il possesso del pallone. (Dal 61′ Dias 6 Impiega qualche minuto per entrare in partita, poi per poco non trova il pareggio).

Chiesa 5.5 Asamoah non gli concede niente, ma anche quando Pioli lo sposta sulla fascia opposta non combina molto.

Thereau 5.5 Molto lavoro sporco là davanti, ma manca sempre il guizzo per cambiare la partita. (Dal 68′ Sanchez 6 Copre il vuoto lasciato dall’espulsione di Badelj).

Simeone 5.5 Tolte un paio di discese, il Cholito rimane piuttosto in ombra.

Pioli 5.5 Un primo tempo di qualità, con una Fiorentina che non rischia niente e tiene bene il campo. Forse inserire Dias al posto di Benassi all’inizio della ripresa sarebbe stato più saggio, invece il tecnico gigliato sostituisce Laurini con Gaspar, che poco dopo perde Mandzukic sull’1-0 bianconero. Il cambio Benassi-Dias avviene comunque al 61′, quando però la Juventus è ormai in vantaggio ed in pieno controllo del giropalla. Come si suol dire, si rovina con le sue stesse mani.
Tommaso Fragassi

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