Il “Franchi” stasera sarà semideserto: vuoi per lo scarso appeal della sfida contro il Chievo Verona, vuoi per il momento di totale incertezza nel quale la Fiorentina cerca di navigare a vista e che certo non invoglia i tifosi a recarsi allo stadio, vuoi, soprattutto, per l’assurdità di fissare una partita di Coppa Italia per le 17.30 di un normale mercoledì lavorativo.

Tuttavia basta scavare negli annali della competizione, senza nemmeno andare troppo a ritroso, per imbattersi in altre scelte alquanto insolite. Era il 16 dicembre 2015 ed all'”Olimpico” si giocava un altro ottavo di finale di Coppa Italia tra Roma e Spezia. La stranezza? Era un mercoledì ed al momento del fischio d’inizio l’orologio del tabellone dello stadio segnava le 14.30. Tribune ovviamente semivuote per una partita che, contro ogni pronostico, vide i liguri di Di Carlo eliminare la traballante Roma di Rudi Garcia ai calci di rigore.

Un’impresa tira l’altra e, dobbiamo ammetterlo, abbiamo fatto un pò tutti il tifo per la sorprendente Alessandria che, dalla Lega Pro, riuscì ad arrivare a sfidare il Milan a “San Siro” in una semifinale che alla vigilia sembrava più che improbabile.

Un format quello della Coppa Italia che, pur essendo già stato ampiamente rivisto con la cancellazione di soporifere gare di andata e ritorno che sono state sostituite con più turni ad eliminazione diretta (la doppia sfida è stata conservata solo per le semifinali), necessita ancora di quale miglioria. Pertanto, nell’ottica di una revisione necessaria e doverosa, perchè non prendere spunto dal modello di competizione nazionale fin qui più riuscito ed affascinante, ossia l’FA Cup. Un’unica grande competizione che si sostituisca alle tante piccole e snobbate manifestazioni suddivise per categoria. Un solo palcoscenico dove tutti (alle edizioni 2008/09 e 2009/10 dell’FA Cup presero parte ben 762 squadre), dalla più sperduta provincia meridionale al più lontano borgo appenninico, possano ambire, o quantomeno sognare, di sfidare e magari battere anche i più grandi. Tutto questo, sempre sul modello inglese, magari dedicando alcuni weekend alla coppa nazionale, facendo si che la desolazione dei pomeriggi di Coppa Italia resti solo un ricordo.

Gianmarco Biagioni

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