Tra obiettivi presenti e scenari futuri: perchè un lieto fine è ancora possibile…

Il piazzamento europeo sembra un miraggio, ma i motivi per sperare ci sono tutti...

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Che la situazione della Fiorentina, con sette lunghezze di ritardo dal sesto posto che garantirebbe l’accesso alla fase preliminare della prossima Europa League ed un allenatore che ormai da tempo vive come un separato in casa, sia compromessa è fin troppo evidente e non certo da questo momento. Compromessa, appunto, ma non completamente perduta…

Nel tutti contro tutti che, nelle restanti nove giornate di campionato (quindi con la bellezza di 27 punti in palio), vedrà affrontarsi vis a vis tutte le pretendenti ad un posto in Europa è più che lecito aspettarsi delle sorprese. L’Inter di Pioli si confermerà fra le grandi del nostro campionato o finirà per sgonfiarsi proprio nel momento decisivo? Il Milan di Montella riuscirà a tenere il passo? E la sorprendente Atalanta di Gasp prenderà davvero parte al gran galà oppure si vedrà chiuse in faccia le porte di un sogno così a lungo cullato? In questo scenario la Fiorentina, non certo impeccabile e brillante ma comunque spinta da un ritrovato pragmatismo, potrebbe riuscire ad approfittarne.

Inoltre, in un’aria di rivoluzione come quella che si respira in questa primavera fiorentina, un piazzamento europeo (pur comportando un turno in piena estate ed una preparazione forzatamente anticipata) non potrebbe che giovare all’appeal della squadra. Un aspetto assolutamente da non trascurare in vista dei probabili (sarebbe più corretto definirli quasi annunciati) e numerosi addii ai quali obbligatoriamente sarà necessario ovviare.

Il nostro futuro dipende dal nostro presente“. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Almeno un’infinità… Il mantra del tecnico lusitano risuona (e quasi stride) nelle nostre orecchio e, è lecito augurarsi, anche in quelle dei suoi giocatori. Un presente positivo, o quantomeno fatto di piccoli traguardi, è senza dubbio la base e la pubblicità migliore per un futuro di successo (sia qui che lontano da Firenze)…

Gianmarco Biagioni

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