Sabino Nela è intervenuto ai microfoni di Radio Blu: “Ogni stagione le società devono essere chiare con la propria tifoseria. Purtroppo la cosa brutta è non avere obiettivi, costruendo una squadra normale. In questi casi può fare la differenza prendere un buon allenatore che con le sue qualità può portarti qualche punto in più, ma più di questo non si può fare molto.”

Prosegue su Simeone: “L’anno scorso sei giocatori hanno superato la quota dei 16 gol e lui è stato uno di questi. Oggi, nel campionato italiano, o superi quota 16/17 o altrimenti vai da poche parti. Lui è un buon giocatore, si muove molto, si impegna, mi piacerebbe vederlo insieme ad un altro attaccante, con qualcuno magari di più strutturato. Però ovviamente se solo lui ha la responsabilità dell’attacco viola, non ci si può aspettare molto.”

Da dove può ripartire la Fiorentina: “Parlando anche con Di Francesco, lui mi ha tirato fuori il discorso dell’appartenenza. Per me è una cosa molto seria, ma oggi la puoi trovare forse nei tuoi dirigenti ma non sui calciatori. La soluzione è prendere più italiani possibili. L’appartenenza fa la differenza nel gruppo, e bisogna ripartire da li, soprattutto nel caso di Firenze.”

Su Pioli: “La scelta di Pioli è stata una scelta ponderata, ma più che guardare l’allenatore bisogna guardare la rosa. Di allenatori fenomeni ce ne sono pochissimi.”

Sulla scomparsa di Azeglio Vicini: “Ci ha lasciato una grande persona prima che un grande professionista. Io ho avuto la fortuna di essere stato promosso titolare da lui dopo il mondiale dell’86’. Purtroppo siamo stati poco insieme perché mi sono rotto il ginocchio, ma posso dire che era una persona adorabile, un grande personaggio, ci mancherà”.

Comments

comments