Ndour: "Ora nello spogliatoio c'è serenità. Voglio ripetere le otto reti segnate nell'ultima stagione"
Le parole di Cher Ndour rilasciate ai microfoni di Radio Bruno dopo la fine della tournèe inglese della Fiorentina
Intervista esclusiva di Cher Ndour rilasciata ai microfoni di Radio Bruno al termine della tournèe inglese della Fiorentina.
Ecco le parole del centrocampista viola:
Sul regalo di compleanno:
"No, il regalo è stare con questi fantastici compagni che ho. Stiamo facendo un buon ritiro e questo è il regalo più bello."
Sul compagno più veloce a fare gli auguri:
"Luca Lezzerini, è una bravissima persona. Io e lui abbiamo un rapporto bellissimo. Diciamo che è quasi il papà dello spogliatoio."
Sull'esordio in Nazionale maggiore
"È stata sicuramente un'emozione enorme e la realizzazione di un sogno. Ho iniziato con l'Under 15 e poi ho fatto tutta la trafila senza praticamente saltare mai un raduno. Per me era davvero un sogno poter esordire in Nazionale maggiore e farlo insieme a tanti ragazzi giovani. L'ho saputo pochi giorni prima della partita contro la Juventus. Mi ha chiamato il mister, Silvio Baldini, due o tre giorni prima e mi ha detto: 'Cher, vista la situazione è probabile che tu venga convocato insieme a molti dei tuoi compagni dell'Under 21. Però voglio che tu faccia una grande prestazione contro la Juventus, perché bisogna sempre mantenere alto il livello'."
Sulla vittoria contro la Juve:
"Sì, lo sappiamo tutti. Se potevamo regalare una soddisfazione sia a noi stessi sia ai nostri tifosi, quella era sicuramente la partita giusta."
Sula sua maturità:
"Parlare diverse lingue mi aiuta tanto. Con Viery posso parlare in portoghese, con Oulai in francese. Poi, tra italiano e inglese, riesco a comunicare praticamente con tutti e questo facilita molto l'inserimento del gruppo. Alla fine riesco a parlare praticamente con tutti, tra italiano e inglese. Questo facilita molto la comunicazione. Poi il mio percorso calcistico mi ha portato a crescere in fretta. Sono andato via di casa molto presto, ho vissuto esperienze all'estero e tutto questo ti fa maturare sia come calciatore sia come persona."
Sulle esperienze all'estero:
"Mi hanno lasciato tantissimo. Prima di tutto dal punto di vista umano, perché conoscere culture diverse e imparare più lingue ti apre la mente. Poi anche calcisticamente: ho conosciuto campionati diversi, allenatori diversi, metodi di allenamento differenti e compagni con caratteristiche differenti. In Turchia il calcio è diverso rispetto a Parigi o al Benfica. Cercare di prendere qualcosa da ogni esperienza mi ha aiutato a diventare un giocatore più completo. Naturalmente devo ancora crescere sotto tanti aspetti e spero di continuare a migliorare."
Su un insegnamento di un ex allenatore:
"Direi che ognuno mi ha lasciato qualcosa, però mi è rimasto particolarmente impresso Luis Enrique al Paris Saint-Germain. Era bravissimo a creare il gruppo, che forse era proprio quello che era mancato al PSG negli anni precedenti. C'erano tantissimi campioni, ma non erano mai riusciti a vincere tutto quello che avrebbero potuto. La cosa che mi ha colpito di lui è il modo in cui trattava tutti allo stesso modo. Se doveva dire qualcosa a Kylian Mbappé, gliela diceva esattamente come la diceva a me, che avevo 18 anni. Lo stesso valeva per Dembélé, Hakimi e tutti gli altri. Credo che nel calcio siano pochi gli allenatori capaci di comportarsi così e, allo stesso tempo, pochi i giocatori disposti ad accettarlo. Lui è stato davvero bravo a creare un gruppo vero e i risultati poi gli hanno dato ragione."
Le nuove idee di Grosso:
"Il mister ci sta dando piccoli input giorno dopo giorno. La cosa principale che ci chiede è proprio quella di essere sempre collegati tra noi e di restare sempre dentro la partita, perché oggi una gara dura anche 96-97 minuti e bisogna essere sempre attivi mentalmente. Ci chiede concentrazione continua e partecipazione in ogni momento della partita."
Sulla scorsa stagione:
"La cosa bella del calcio è proprio questa: ogni domenica hai un nuovo esame. L'anno scorso è andata come è andata. Nel finale ci siamo un po' ripresi, ma ormai quella stagione è archiviata. Adesso c'è un allenatore nuovo, sono arrivati giocatori importanti, c'è un ambiente diverso e dobbiamo ripartire dalle basi che ci sta trasmettendo il mister. Poi ci sono tanti altri fattori positivi: il centenario, la nuova curva che speriamo possa essere pronta il prima possibile, l'entusiasmo della città. Sono tutte cose che possono aiutarci a costruire una stagione importante, sia per noi sia per tutto l'ambiente fiorentino."
Sull'atmosfera nello spogliatoio:
"C'è serenità e, secondo me, è fondamentale. Se arrivi al campo sereno, fai colazione sereno, vai in palestra sereno, lavori con i fisioterapisti con serenità, tutto diventa più semplice anche per chi lavora intorno alla squadra. Poi, ovviamente, c'è grande professionalità e tanto impegno da parte di tutti. Stiamo lavorando davvero molto bene, sia la mattina sia il pomeriggio. La mattina il lavoro è più fisico e impegnativo, mentre il pomeriggio c'è più spazio per il lavoro con il pallone. È divertente, ma allo stesso tempo molto serio e professionale."
Sulla sua consacrazione:
"In realtà non sono uno che pensa troppo al lungo periodo. Preferisco concentrarmi sugli obiettivi a breve termine. Adesso penso ad allenarmi bene, a capire fino in fondo le idee del mister, perché propone un calcio molto positivo, diretto e verticale, che rispecchia parecchio le mie caratteristiche. Mi sto mettendo completamente a disposizione. Credo che, con il lavoro e con l'impegno, tutto torni. Spero che questa possa essere una stagione importante, non tanto quella della consacrazione definitiva, ma un altro passo avanti nella mia crescita, sia come calciatore sia come uomo."
Sulla fiducia dei compagni:
"Giocare con continuità e segnare alcuni gol importanti ed essere apprezzato aumenta la fiducia personale e le qualità di ognuno. La fiducia un po' me la sono guadagnata e i miei compagni me l'hanno sempre data"
Sui compagni di reparto:
"Meglio cosi, siamo tanti e siamo tutti giocatori forti che si completano a vicenda. Sarà una competizione positiva, prima del mio bene viene sempre il bene della Fiorentina. Chi sarà più pronto potrà giocare"
Su una piccola cosa da rubare ad ogni compagno di reparto:
"Fagioli la tranquillità che ha quando lo pressano, ad Oulai è molto forte nella gestione quando l'avversario ha palla di schiena ed è molto forte nell'arrivare col tempo giusto. Fabbian ha qualità devastanti nel tempo di inserimento anche di testa. Rolly ha un tiro da fuori devastante, tra me e Rolly è una bella lotta in questo fondamentale. Sto lavorando molto sui piazzati anche se non è il mio forte"
Cosa potrebbero rubare a me:
"O il tiro da fuori o l'inserimento in area di rigore come il gol con l'Inter o con la Juve"
Su Paratici:
"Il direttore è una persona di grandissimo livello, lui parla sempre nel momento giusto anche prima della partita. Lo fa praticamente con tutti e ha fatto acquisti di grande qualità ed è un direttore e una persona di grandissimo livello che rispetto moltissimo"
Sul compagno che speri possa esplodere:
"Come amici ne ho tanti, praticamente tutti. Spero faccia una bella stagione Albert che ha delle qualità immense che non sempre è riuscito ad esprimere. Nel contesto in cui vogliamo giocare quest'anno può fare molto bene"
Sulla stagione senza coppe europee:
"Le competizioni europee sarebbe sempre meglio giocare, per un giocatore significa essere ad un alto livello. Quest'anno abbiamo più tempo per preparare le partite ed essere sempre al meglio la domenica in campionato"
Sull'obbiettivo dei gol:
"Mi sono prefissato un obbiettivo di gol che non ti dirò ovvero lo stesso numero di reti dello scorso anno (otto) che senza Europa sarebbe tanta roba"
Passioni fuori dal calcio:
"Giocare a basket o la Play Station. Mi piace stare a casa con i miei genitori o la mia ragazza. Non sono uno che esce molto, sono molto tranquillo e molto casalingo".
Sull'obbietivo della Fiorentina:
"Ci sono compagni nuovi, staff nuovo, mister nuovo. Dobbiamo pensare giorno dopo giorno e crescere gradualmente come singoli, come squadra e come gruppo"