Nazione: "Vanoli cerca di costruire una squadra. Vuole che la squadra si ritagli momenti per stare insieme"
Può essere la colazione, il pranzo oppure la merenda prima di scendere in campo. Non è una regola rigida, ma un’abitudine da coltivare: sedersi allo stesso tavolo, parlare, conoscersi
Paolo Vanoli è ripartito dalle cose semplici. Prima ancora dei moduli, delle distanze e della condizione atletica, ha provato a ricostruire una squadra nel significato più elementare del termine: un gruppo che abbia voglia di stare insieme. È uno dei fili conduttori delle prime settimane del suo ritorno alla Fiorentina. Nessuna formula rivoluzionaria, piuttosto una serie di piccole abitudini che dentro al Viola Park stanno contribuendo a cambiare il clima.
L’ultima immagine del gruppo riunito pre sosta è quella dell’asado organizzato da Pellegrino e Mastantuono. Una grigliata argentina offerta ai compagni, occasione per trascorrere qualche ora insieme e consolidare rapporti che hanno bisogno di tempo, soprattutto in una squadra profondamente rinnovata. Vanoli incoraggia iniziative del genere perché considera la coesione dello spogliatoio una delle basi sulle quali costruire la risalita. E contro Venezia, Pisa e Napoli i risultati si sono subito visti. Lo aveva fatto capire fin dai primi giorni. Il tecnico vuole che, compatibilmente con gli orari di allenamento, la squadra riesca a ritagliarsi almeno un momento della giornata insieme. Può essere la colazione, il pranzo oppure la merenda prima di scendere in campo. Non è una regola rigida, ma un’abitudine da coltivare: sedersi allo stesso tavolo, parlare, conoscersi. Creare legami che poi possano tornare utili quando arriva il momento di aiutarsi.
Segnali di altruismo non sono mancati. A Venezia Mastantuono, premiato come migliore in campo dopo una serata da protagonista con una tripletta, avrebbe voluto consegnare la statuetta da Mvp a Nicolò Fagioli, riconoscendogli una parte importante dei meriti. Un gesto spontaneo, ma significativo della direzione intrapresa dallo spogliatoio.
Vanoli è stato sincero nel dire di aver avuto i brividi davanti a un gesto del genere. E il principio vale anche per chi lavora intorno alla squadra. Nei giorni scorsi il tecnico ha organizzato un torneo di padel per il proprio staff: un modo per stare insieme fuori dalle dinamiche quotidiane e rafforzare un gruppo di lavoro chiamato a trasmettere compattezza ai giocatori. È il team building secondo Vanoli, senza bisogno di proclami.
Lo scrive questa mattina in edicola La Nazione