Nazione sullo stadio: "Indietro non si torna, la proposta della Fiorentina è definitiva. Ora il Comune deve decidere"

Entro il 12 ottobre Palazzo Vecchio dovrà pronunciarsi sul pubblico interesse: sul tavolo un progetto da oltre 100 milioni per completare il Franchi e garantirne la gestione

29 settembre 2026 10:52
Nazione sullo stadio: "Indietro non si torna, la proposta della Fiorentina è definitiva. Ora il Comune deve decidere" - Firenze, Stadio Franchi, 29.08.2026, Fiorentina-Frosinone, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 29.08.2026, Fiorentina-Frosinone, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Indietro non si torna. Non c’è più tempo per correttivi, aggiunte, ripensamenti vari. Con le ultime integrazioni alla proposta, la Fiorentina ha compiuto il passo decisivo impacchettando la proposta finale. L’offerta recapitata a metà settembre in conferenza dei servizi è quella ufficiale. Definitiva. Non più soggetta a modifiche. I contenuti però restano top secret. Gli aspetti economico-finanziari sono sigillati dal lucchetto del massimo riserbo. Eppure è facile ipotizzare come la società viola abbia ricalibrato al ribasso le proprie richieste. Così i 90 anni di concessione paventati in prima battuta potrebbero essere calati a 55 o 60. Il canone d’affitto per l’impianto potrebbe essere stato ritoccato verso l’alto a 2 milioni di euro l’anno.

Non cambia invece il finanziamento in ballo per il secondo e ultimo lotto dei lavori: 55 milioni di euro, a cui però potrebbero essersi aggiunti 30 milioni necessari per arredi, skybox e area hospitality. Più difficile invece che la Fiorentina abbia fatto retromarcia sul total control dei lavori, condizione da sempre ritenuta imprescindibile per partecipare al progetto. Al momento si tratta solo di ipotesi che potranno trovare conferma più avanti. Ma quando? I tempi tecnici impongono a Palazzo Vecchio di fare in fretta: entro il 12 ottobre il Comune dovrà dare una risposta definitiva sul pubblico interesse o meno della proposta viola. E per farlo – oltre alla consulenza degli esperti del Politecnico di Milano – il responsabile unico del progetto, l’ingegnere Alessandro Dreoni, si affida a un team giuridico amministrativo specialistico che possa aiutarlo nel trovare le «possibili soluzioni procedimentali per completare l’intervento» e nel predisporre e rivedere gli «atti e i documenti tecnico-amministrativi connessi», si legge in una delibera approvata da Palazzo Vecchio. Per l’affidamento del servizio legale il Comune ha previsto un impegno di spesa di poco inferiore a 73mila euro. Nel dettaglio, il supporto giuridico aiuterà il Comune a valutare le eventuali proposte private, analizzare e motivare la sussistenza del pubblico interesse, definire eventuali prescrizioni, predisporre la procedura di gara necessaria a individuare il privato per completare i lavori di riqualificazione in essere e la successiva gestione dell’impianto. Di fatto, è un passo successivo dell’intero percorso: gli specialisti giuridici dovranno affiancare Dreoni per capire come realizzare la strada intrapresa negli atti, tenendo conto dei lavori già affidati e delle regole per la nuova procedura. Un gomitolo di norme difficile da districare. Ma ormai il percorso è chiaro, già tracciato. E dopo mille peripezie sembra condurre all’intesa decisiva e capace, finalmente, di garantire l’intera copertura economica dei lavori.

Lo scrive questa mattina in edicola La Nazione