Nazione sulla formazione: "Njie potrebbe fare posto a Gnonto. Mastantuono e Pellegrino completeranno il tridente"
Il centrocampo non dovrebbe vedere alcun tipo di mutamento in partenza rispetto a Milano. il terzetto sarà ancora una volta formato da Ndour, Fagioli e Brescianini
Paolo Vanoli ci ha pensato davvero a lungo su quale atteggiamento tattico mettere in pratica questa sera nella delicata sfida contro l’Atalanta e dopo aver valutato se tornare al più offensivo 4-2-3-1 visto nelle prime partite dopo la sosta (ma abiurato a Milano, anche per fronteggiare meglio la mole offensiva dell’Inter) ha scelto di orientarsi sull’assetto visto già all’opera a San Siro.
Ovvero un 4-3-3 più conservativo che dia equilibrio (la parola magica che resta al centro delle priorità del tecnico, almeno in questa fase della stagione) e che riesca a supportare una difesa che contro la Dea si presenterà di fatto per la prima volta in stagione ai minimi termini: Pongracic ne avrà (almeno) per un mese mentre Ranieri solo martedì ha ripreso a lavorare parzialmente con i compagni e al massimo questa sera potrà andare in panchina (non a caso è stato aggregato alla prima squadra dalla Primavera il talentuoso centrale classe 2010 Dennis Beldenti).
Dunque a disposizione dell’allenatore restano i soli Dragusin e Viery, che stazioneranno al centro della retroguardia, e Valdepenas sulla sinistra, chiamato a correggere quei difetti di gioventù che solo pochi giorni fa sono costati punti alla Fiorentina. Ai box, ovviamente, anche Atta che, se tutto andrà bene, tornerà a disposizione di Vanoli dopo la sosta di novembre, dunque per lo scontro diretto salvezza di Monza del 23. Ma se da un punto di vista tattico poco o nulla cambierà rispetto a quanto visto al Meazza, dove la squadra viola prima di capitolare aveva comunque tenuto botta con dignità alle scorribande nerazzurre, è lecito credere che oltre all’inserimento di Viery in difesa potrebbe cambiare anche un altro elemento per dare freschezza a un attacco che nella Scala del calcio ha confermato di essere ancora privo di idee e, soprattutto, di lucidità.
Il riferimento va a Njie, che dopo la prova impalpabile di San Siro viaggia spedito verso la panchina in favore di Gnonto, che dopo Genova potrebbe trovare la sua seconda maglia da titolare in campionato della gestione Vanoli. I suoi spunti e l’impatto discreto avuto contro i campioni d’Italia avrebbero convinto il tecnico a puntare su di lui, all’interno del classico tridente offensivo che sarà completato da Mastantuono a destra e Pellegrino al centro. Chiusura con il centrocampo, che non dovrebbe vedere alcun tipo di mutamento in partenza rispetto a Milano: il terzetto sarà ancora una volta formato da Ndour, Fagioli e Brescianini, con Oulai stavolta pronto a subentrare per dare freschezza nel corso del secondo tempo.
Lo scrive stamattina in edicola La Nazione