Nazione su Jimenez: "Era partito dalle retrovie, Vanoli lo ha lanciato titolare raccogliendo subito grandi frutti"

Jimenez possiede caratteristiche moderne, un dinamismo fuori dal comune e una spiccata propensione all’uno contro uno. Da disciplinare la sua azione difensiva

01 ottobre 2026 10:56
Nazione su Jimenez: "Era partito dalle retrovie, Vanoli lo ha lanciato titolare raccogliendo subito grandi frutti" - Firenze, Stadio Franchi, 20.09.2026, Fiorentina-Napoli, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 20.09.2026, Fiorentina-Napoli, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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L’evoluzione del talento segue spesso percorsi tortuosi e complessi, ma quando un giovane, magari in cerca di rilancio per esorcizzare un passato ’difficile’, incontra la guida adatta, la scintilla iniziale si trasforma rapidamente in fuoco vivo. È esattamente ciò che sta accadendo ad Alex Jimenez, esterno classe 2005 che sta ridefinendo il proprio status con la maglia della Fiorentina. Arrivato in estate dal Milan via Bournemouth, il terzino spagnolo ha vissuto un avvio comprensibilmente lento, prima che il cambio in panchina portasse Paolo Vanoli alla guida della formazione viola. Il nuovo tecnico ha intuito fin dai primi allenamenti le potenzialità del ragazzo, lanciandolo subito titolare e raccogliendo frutti immediati ed evidenti, come il gol del pareggio nella delicata partita contro il Napoli.

Jimenez possiede caratteristiche moderne, un dinamismo fuori dal comune e una spiccata propensione all’uno contro uno, elementi che lo rendono pericoloso nelle transizioni offensive e nelle conduzioni palla al piede. Il tecnico della Fiorentina, pur pretendendo una rigorosa disciplina in fase di non possesso – aspetto in cui il ragazzo deve ancora limare l’istintività del primo pressing –, ha deciso di non ingabbiarne la natura. Al contrario, esalta quel “pizzico di follia” calcistica e quell’audacia che permettono a Jiménez di accentrarsi, rompere le linee e agire quasi da rifinitore aggiunto, portando imprevedibilità alla manovra. Il sistema di gioco flessibile di Vanoli ne esalta l’innata polivalenza su entrambe le corsie, chiedendogli non solo di garantire ampiezza alla manovra, ma anche di accentrarsi con coraggio per agire da vero e proprio rifinitore aggiunto, sfruttando una progressione palla al piede in fase di costruzione.

Da disciplinare, semmai, la sua azione difensiva che deve trovare maggiore equilibrio, anche se la sua forza fisica lo aiuta a ritrovare la posizione nelle ripartenze avversarie. Lavorando quotidianamente al Viola Park per limare i difetti e le pause, lo spagnolo sta seguendo un percorso di crescita per il definitivo salto di qualità proprio grazie al legame speciale che si è creato con la panchina. Su di lui la Fiorentina punta moltissimo, consapevole di avere tra le mani un prospetto futuribile, ma è soprattutto Vanoli ad aver fatto di Jimenez una sua personale scommessa. Il tecnico non ha mai nascosto la stima per il ragazzo, difendendolo nei momenti di difficoltà e coccolandone l’esuberanza. Per l’allenatore viola, quel pizzico di anarchia calcistica non è un limite da cancellare, ma una risorsa rara da coltivare con pazienza.

La sensazione, confortata da qualcune sfumature, è che Jimenez abbia trovato la guida perfetta per esplodere: un mentore esigente ma innamorato del suo talento, pronto a concedergli le chiavi del binario laterale per disegnare il futuro della Fiorentina.

Lo scrive stamattina in edicola La Nazione