Nazione su Dodò: "La guerra con la Fiorentina è terminata. Lavora duramente per riconquistare il posto"
Adesso infatti il Dodo che si sta allenando a Bagno a Ripoli è un giocatore diverso: più disponibile, sicuramente più dedito al lavoro
Sembrano finiti i tempi delle frecciate via social e delle gambe tirate indietro in allenamento, piatti forti che più di ogni altra cosa hanno contraddistinto l’estate di Dodo. Quello che sta lentamente emergendo al Viola Park è infatti un brasiliano del tutto nuovo. Simile, per intendersi, a quello che quattro anni fa scelse di sposare il progetto della Fiorentina dopo gli anni difficili (causa guerra) in Ucraina con la maglia dello Shakhtar. Era facile del resto credere che il terzino, illuso per tutto lo scorso mercato dalla (vana) possibilità di trasferirsi in un top-club (salvo poi ricevere offerte solo da Nottingham e Olympiacos), sarebbe sceso a più miti consigli e di certo il ritorno di Vanoli in panchina si è rivelato decisivo.
Adesso infatti il Dodo che si sta allenando a Bagno a Ripoli è un giocatore diverso: più disponibile, sicuramente più dedito al lavoro e disposto - come ha dimostrato domenica nell’amichevole con il Signa - a mettersi in discussione, provando a sovvertire le gerarchie sulla fascia destra: «Non esiste una formula magica, l’ingrediente segreto per il successo è il duro lavoro» aveva scritto su Instagram il terzino poco tempo fa. Sintomo che il desiderio di lanciare il simbolico guanto di sfida a Joao Mario e Jimenez è tanto. I suoi competitor, adesso, sono avvertiti.
Lo scrive in edicola stamattina La Nazione