Nazione sicura: "Che rivoluzione! Due Fiorentine al prezzo di una: ecco il regalo di Paratici a Grosso"

La Fiorentina B è tutt'altro che un ripiego

03 settembre 2026 09:38
Nazione sicura: "Che rivoluzione! Due Fiorentine al prezzo di una: ecco il regalo di Paratici a Grosso" -
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Due Fiorentine al prezzo di una. È questo il regalo che il mercato ha consegnato a Fabio Grosso, che dopo aver reclamato una rosa più profonda può finalmente scegliere, cambiare e perfino ribaltare la squadra senza abbassarne troppo il livello. Tredici innesti hanno ridisegnato da cima a fondo il gruppo, costruendo quel giusto mix di gioventù ed esperienza che il tecnico aveva invocato. E soprattutto hanno garantito un ricambio praticamente in ogni ruolo. L'unica casella ancora scoperta è quella della mezzala destra, dove Ndour sarà chiamato agli straordinari. Ma con due sole competizioni da affrontare, campionato e Coppa Italia, e una finestra invernale che riaprirà tra quattro mesi, l'«emergenza» appare gestibile.

La rivoluzione, del resto, è certificata dai numeri: appena dieci dei giocatori che avevano concluso la scorsa stagione sono sopravvissuti allo smantellamento estivo. Ma è stato (anche) grazie alle mosse dell'area tecnica che adesso Grosso ha in mano la Fiorentina che voleva, una squadra A e una B da alternare sulla base di avversari e necessità. Nel 4-3-3 dei teorici titolari troverebbero posto De Gea in porta, Jimenez, Dragusin, Viery e Valdepenas in difesa, Ndour, Oulai e Atta in mediana oltre al tridente da sogno composto da Mastantuono, Beto e dall'ultimo arrivato Gonçalves.

Alle loro spalle un undici tutt'altro che di ripiego: Christensen tra i pali, Dodo, Pongracic, Ranieri e Joao Mario nella retroguardia (il portoghese non è un terzino sinistro ma all'occorrenza può farlo), ancora Ndour, con Fagioli e Brescianini in mezzo e Gnonto, Pellegrino e Njie a rifinire l'attacco. E non è finita: restano pure Lezzerini, confermato terzo portiere, Sottil (che non ha superato le visite mediche col Watford) e Parisi, atteso in gruppo a novembre dopo la rottura del crociato. Lo riporta La Nazione.