Nazione: "Prove di formazione per interpretare la partita nel modo giusto. Fagioli e Ndour, gli intoccabili"
Sarà il 4-3-3 il modulo su cui si modellerà la Fiorentina, un vestito tattico leggermente diverso rispetto al 4-2-3-1
La settimana che porta a Inter-Fiorentina è stata molto combattuta per Paolo Vanoli. Dal momento che il tecnico è sempre più convinto che per uscire dalla crisi (di risultati, non di gioco) in cui la sua squadra è piombata ormai da qualche settimana la medicina migliore sia quella di insistere con i principi tattici sui quali l’allenatore sta lavorando fin dal giorno del suo secondo ritorno. Certo, la sfida contro i campioni d’Italia ha tutti i crismi per essere diversa rispetto ad altre. Perché i viola giocheranno in casa della capolista, perché quella di Chivu è la formazione con il miglior attacco del campionato (21 reti fatte, a cui fanno da contraltare le 17 subite da De Gea e compagni) e perché, fondamentalmente, andare ko per la terza volta di fila - eguagliando la striscia negativa di inizio stagione che costò la panchina a Grosso - non sarebbe proprio il massimo. Ecco che per il big match di domani Vanoli, pur non volendo snaturare la sua squadra (non pare essere ancora giunto il momento del ritorno alla difesa a tre), apporterà qualche correttivo al sistema tattico di partenza che nell’ultima gara ha creato i presupposti per quattro palle gol ma ha finito per prenderne tre.
Sarà il 4-3-3 il modulo su cui si modellerà la Fiorentina, un vestito tattico leggermente diverso rispetto al 4-2-3-1 ammirato nelle ultime uscite ma più coperto e soprattutto (è la speranza al Viola Park) efficace. Non ne faranno di certo parte né Atta né Ranieri, che per la sfida del Meazza resteranno ai box (il centrale proverà a recuperare per il turno infrasettimanale con l’Atalanta, sul francese è prematuro stimare tempi di recupero), mentre il protagonista a sorpresa del centrocampo alla fine potrebbe essere quel giocatore che, dopo la bocciatura di Marassi all’intervallo e i 90’ in panchina di domenica scorsa, il popolo viola non vede l’ora di rivedere in campo. Il riferimento va a Oulai, che è in ballottaggio con Brescianini per andare a completare la linea mediana formata da Fagioli in cabina di regia e Ndour.
Oulai o Brescianini, insomma, con l’obiettivo di dare maggiore consistenza alla linea di mezzo per arginare quelle che saranno le idee e il traffico di movimenti creati dalla squadra nerazzurra. L’estro e i muscoli dell’ex Trabzonspor potrebbero essere uno stratagemma per mettere in difficoltà un’Inter che arriverà alla sfida coi viola stanca e senza alcuni pezzi pregiati. Per il resto non dovrebbero esserci differenze nella formazione di partenza: Viery e Pongracic viaggiano verso la conferma in difesa (il brasiliano nel ruolo di terzino) mentre davanti il tridente dovrebbe essere composto da Mastantuono, Pellegrino e Njie.
Lo scrive stamattina in edicola La Nazione