Nazione: "Pellegrino ha superato Beto, ci sarà lui dal primo minuto. Ma Beto piace molto a Vanoli"

L’argentino è oggi il principale candidato a guidare la Fiorentina dal primo minuto. Non soltanto per i gol segnati, ma per condizione fisica e partecipazione

16 ottobre 2026 10:46
Nazione: "Pellegrino ha superato Beto, ci sarà lui dal primo minuto. Ma Beto piace molto a Vanoli" -
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Il sorpasso sembra ormai completato. Mateo Pellegrino davanti, Beto costretto a inseguire. Anche se per la certezza bisognerà attendere le note gara di Fiorentina-Como. La partita di Genova però ha spostato ulteriormente gli equilibri dell’attacco viola in sfavore dell’ex Udinese, consegnando a Paolo Vanoli indicazioni piuttosto chiare in vista della sfida di domenica contro la corazzata di Fabregas. L’argentino è oggi il principale candidato a guidare la Fiorentina dal primo minuto. Non soltanto per i gol segnati, ma soprattutto per una condizione fisica e una partecipazione al gioco decisamente superiori rispetto al compagno.

I numeri aiutano a fotografare la situazione. Pellegrino ha raccolto sei presenze in campionato, quattro da titolare, mettendo insieme 377 minuti e due reti. A queste si aggiunge quella realizzata in Coppa Italia contro il Pisa. Tre centri complessivi, uno ogni 153 minuti circa considerando tutte le competizioni. Beto, invece, è ancora fermo a zero: quattro presenze, 163 minuti e appena due conclusioni verso la porta. Un rendimento che racconta le difficoltà del portoghese, apparso ancora lontano dalla migliore versione di se stesso.

A Marassi Vanoli gli ha concesso una nuova opportunità dall’inizio, ma la risposta non è stata incoraggiante. Beto ha faticato a entrare nella manovra, raramente è riuscito a far salire la squadra e non ha trovato i collegamenti necessari con i compagni. Un problema di condizione, certamente, ma anche di conoscenza dei meccanismi offensivi. L’ex Everton è arrivato nelle ultime ore del mercato e il lavoro svolto finora non è bastato per portarlo al livello richiesto. Pellegrino, di contro, sa proteggere il pallone, lavorare spalle alla porta e diventare un riferimento per gli inserimenti dei trequartisti. Niente di incredibile fin qui, ma un dato racconta anche di come non sia stato servito al meglio: tutti e tre i suoi gol stagionali sono arrivati con conclusioni di piede, nonostante il gioco aereo rappresenti uno dei suoi punti di forza. Anche nella partecipazione alla manovra i dati lo premiano, con sei passaggi chiave e una precisione del 67%.

Attenzione, però, a considerare chiusa la partita. Vanoli apprezza molto Beto (lo voleva già al Torino quando si infortunò Zapata), soprattutto per la capacità di attaccare la profondità e stressare le difese avversarie. Caratteristiche differenti da quelle di Pellegrino, che possono diventare preziose anche a gara in corso. Del resto tra i due esiste un rapporto di collaborazione sincero, alimentato dalla consapevolezza di potersi aiutare reciprocamente a crescere. Ma è evidente che il portoghese abbia bisogna di salire (in fretta) di condizione, ogni considerazione altrimenti sarebbe vana.

Lo scrive stamattina in edicola La Nazione