Nazione: "Ogni reparto ha un ’duello’ da risolvere per costruire una squadra sempre più competitiva"
Viery-Valdepenas, passando a Atta-Goncalves. Vanoli deve risolvere in fretta fino a tre calcolati rompicapo tattici.
Il calcio, prima di essere poesia, è una questione di distanze. A Firenze lo sanno bene, e la scelta di affidare la panchina a Paolo Vanoli si sta rivelando un esercizio di pura architettura tattica. Il tecnico si riscopre geometra, armato di riga e compasso per ridisegnare equilibri e distanze finora mancati. Il compito è chiaro: tracciare linee di passaggio certe e stringere le maglie di una squadra apparsa troppo elastica. Per farlo, Vanoli deve risolvere in fretta tre calcolati rompicapo, uno per reparto, legati a duelli interni capaci di alzare il livello di competitività.
Il primo rebus si sviluppa sull’out difensivo sinistro. Qui il duello è tra il dinamismo di Viery e la spinta dello spagnolo Valdepenas. Vanoli cerca la perfetta quadratura: prediligere un centrale adattato sulla fascia per dare maggiore copertura ed equilibrare le preventive, o liberare la freschezza dell’ex Real Madrid per aumentare la spinta offensiva? Al momento il brasiliano pare in vantaggio, anche se dopo il Napoli gli interrogativi sono tornati. L’equilibrio della linea a 4 passa da qui.
Passando alla trequarti, il calcolo si fa ancora più cerebrale con il nuovo 4-2-3-1. La cattedra alle spalle della punta vede il ballottaggio tra la fisicità di Arthur Atta e la qualità internazionale di Pedro Goncalves. Se il francese garantisce inserimenti e una condizione in netta crescita, il portoghese offre quella rifinitura e quel tiro da fuori che possono spaccare le partite bloccate. Un dilemma tattico decisivo per dare imprevedibilità alla manovra viola.
Infine, il peso dell’attacco, dove il terzo calcolo riguarda il ruolo di centravanti. La sfida è aperta tra Mateo Pellegrino, apparso più brillante e integrato nei meccanismi durante la sosta, e l’esplosività fisica di Beto, colpo da 18 milioni dall’Everton che cerca la forma migliore per sbloccarsi. Chi dà più profondità? Chi dialoga meglio con i trequartisti?
Risolvere questi tre enigmi non significa solo scegliere degli uomini, ma definire l’identità profonda di una Fiorentina che vuole correre verso il futuro. Il geometra è al lavoro al Viola Park: ora i calcoli dovranno finalmente trasformarsi in punti.
Lo scrive stamattina in edicola La Nazione