Nazione: "Meno possesso e più profondità, sta nascendo una viola verticale. E le occasioni da gol aumentano"

Il possesso non è un obiettivo, ma uno strumento. Se serve si palleggia, altrimenti si cerca la profondità. Recupero, verticalizzazione, attacco dello spazio

26 settembre 2026 10:03
Nazione: "Meno possesso e più profondità, sta nascendo una viola verticale. E le occasioni da gol aumentano" - Firenze, Stadio Franchi, 20.09.2026, Fiorentina-Napoli, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 20.09.2026, Fiorentina-Napoli, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Non importa tenere sempre il pallone per essere pericolosi. Semplificando, ma neanche troppo, è questa una delle prime rivoluzioni portate da Vanoli. Il cambio di passo dei viola non è soltanto nei 4 punti conquistati con Venezia e Napoli. È soprattutto nel modo di stare in campo. Una Fiorentina più diretta, verticale, perfino disposta a rinunciare al possesso pur di avere spazi nei quali affondare.

Con Grosso il possesso medio con Roma, Frosinone e Torino era stato del 46%. Con Vanoli è sceso addirittura al 39,8%. Oltre 6 punti percentuali in meno, accompagnati però da un aumento della produzione offensiva: da 16 a 18 tiri di media e soprattutto da 4,7 a 7 conclusioni nello specchio. E se nelle prime 3 giornate la Fiorentina aveva segnato solo una rete, nelle successive 2 ne ha fatte 5. Campione esiguo, ma la direzione appare evidente. Il manifesto della nuova Viola rimane la trasferta di Venezia. La squadra di Vanoli ha avuto appena il 37,4% del possesso, lasciando ai padroni di casa il restante 62,6%. Eppure ha tirato 19 volte contro le 10 degli avversari, centrando lo specchio in 10 occasioni contro 3. Ancora più impressionante il confronto dei passaggi: 281 completati dalla Fiorentina, 502 dal Venezia. Quasi la metà, per produrre però il doppio dei tiri e 4 gol. Col Napoli lo spartito non è cambiato. Possesso viola al 42,2%, azzurro al 57,8%, ma ancora una volta è stata la Fiorentina a concludere di più: 17 tiri contro 13. Gli uomini di Vanoli hanno completato 339 passaggi contro 491 del Napoli, ma hanno toccato 32 palloni nell’area avversaria contro i 24 della squadra di Allegri. Meno strada percorsa col pallone fra i piedi, ma maggiore capacità di arrivare dove conta.

Ed è proprio qui che si trova la differenza più interessante rispetto alla gestione precedente. Il paradosso più evidente resta la sfida col Frosinone: 59,6% di possesso e 25 conclusioni, ma appena 4 tiri nello specchio e nessun gol.

Vanoli sta provando a rovesciare il principio. Il possesso non è un obiettivo, ma uno strumento. Se serve si palleggia, altrimenti si cerca la profondità. Recupero, verticalizzazione, attacco dello spazio: pochi tocchi per mettere Njie e Mastantuono nelle condizioni di andare e puntare. Anche Fagioli è chiamato più spesso a guardare avanti. Il risultato è una Fiorentina che tiene meno il pallone ma lo porta più rapidamente nelle zone decisive. Con Grosso aveva prodotto 4,03 xG complessivi in tre giornate, 1,34 di media; nelle due gare di campionato di Vanoli è già arrivata a 4,50, cioè 2,25 a partita. Quasi il 68% in più.

Lo scrive stamattina in edicola La Nazione