Nazione: "La base sarà ancora il 4-3-3. Vanoli ha chiesto una Fiorentina più aggressiva e votata al palleggio"
Possibile che per alcuni nuovi innesti si debba attendere la sosta di ottobre così il tecnico può conoscere meglio i calciatori.
Quattro giorni per provare a rimettere un’anima dentro la Fiorentina. Paolo Vanoli è pronto a ripartire da Venezia, nello stadio che solo pochi anni fa lo ha visto protagonista della promozione in Serie A coi lagunari, varando la sua prima formazione viola. Il tempo a disposizione, rifinitura compresa, è stato pochissimo, ma sufficiente per provare a trasmettere personalità e carattere a una squadra che aveva denunciato gravi carenze d’identità, prima ancora che di gioco.
Non potendo incidere in profondità, il tecnico ha iniziato cercando certezze nei volti conosciuti. La sensazione maturata nella prima settimana al Viola Park, infatti, è che Vanoli voglia ripartire dalla «vecchia guardia», ovvero il gruppo (ristretto dopo la rivoluzione estiva) di calciatori già allenati nella passata stagione. Potrebbero essere fino a sette, forse qualcuno in meno, gli elementi scelti nell’undici iniziale. Diversi nuovi acquisti dovranno attendere fino a ottobre, quando la sosta concederà all’allenatore il tempo sufficiente per conoscere meglio la rosa e chiarire in modo definitivo le gerarchie.
La base tattica, intanto, sarà il 4-3-3 sul quale la squadra ha lavorato per tutta l’estate, mentre il 4-1-4-1 utilizzato nella scorsa annata dovrebbe essere soltanto una variante a gara in corso. Vanoli ha chiesto un atteggiamento più aggressivo, ma anche una Fiorentina votata al palleggio: ecco perché, come un anno fa, il fulcro della manovra sarà Fagioli, chiamato a prendere in mano la regia. Davanti a De Gea, la difesa dovrebbe quindi essere composta da Dodo, Pongracic, Ranieri e Valdepenas (in settimana lo staff si è soffermato sui movimenti dello spagnolo, apparso spaesato contro il Torino) mentre a centrocampo dovrebbe esserci subito spazio per tre uomini già valorizzati da Vanoli: Fagioli davanti alla difesa, con Ndour e Brescianini ai suoi lati.
Lo scrive stamattina in edicola La Nazione