Nazione: "La 10 di Fagioli è storica, guadagna posizioni nelle gerarchie. Prima di lui Antognoni e Montolivo

Partita ordinata, con la solita tecnica davanti ad avversari forti. L’unica pecca sul fallo che ha portato al gol di Olise

04 ottobre 2026 10:34
Nazione: "La 10 di Fagioli è storica, guadagna posizioni nelle gerarchie. Prima di lui Antognoni e Montolivo -
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Un po’ mezzala, un po’ regista. Con quel 10 sulle spalle che a Firenze ha forse pure restituito un pizzico d’interesse per le sorti della nazionale di calcio. Nicolò Fagioli sta rosicchiando posizioni nelle gerarchie di Mancini. Un passo dopo l’altro, la bussola viola si è messa a disposizione del Ct in questa fase di ricostruzione. Sogna il Mondiale Nicolò. E anche se la strada è ancora lunghissima per arrivarci sa bene di non poter prescindere dal presente. Conta esserci. Conta giocare. Anche una Nations League che di emozioni ne regala poche. Ma l’Italia ha bisogno di ripartire anche dal poco di questo momento. E allora ben venga la prova contro la Turchia, sommata a quella più prestigiosa di Parigi.

Partita ordinata, con la solita tecnica davanti ad avversari forti. L’unica pecca sul fallo che ha portato al gol di Olise. Non tanto per il fallo in sé su Cherki (che andava in porta), quanto per essersi fatto scappare l’avversario alle spalle. Restare acceso sempre, senza pause, è uno step che vuol fargli salire anche Vanoli. Che non ha riavuto dubbi nel metterlo al centro del villaggio viola. Regista davanti alla difesa, lì dove di palloni ne tocca di più. Per la Fiorentina è vitale averlo in quella posizione di costruzione, in Nazionale si può anche alzare e allargare. La sensazione è che Nicolò debba molto al suo attuale allenatore a Firenze. Vanoli lo ha ripescato lo scorso anno e ha fatto altrettanto poche settimane fa, dopo un’estate da alternativa che poteva anche portarlo via da Firenze.

Per fortuna è andata così. Con quel 10 azzurro sulle spalle che rimanda giocoforza a Giancarlo. Niente paragoni, ci mancherebbe. Anche perché più di recente lo hanno indossato da giocatori viola pure Montolivo (2008) e Ndour (lo scorso giugno). Ma Nicolò può anche meritarselo al centro del villaggio viola. Con un orizzonte azzurro adesso un po’ più nitido.

Lo scrive stamattina in edicola La Nazione