Nazione: "Il 4-3-3 di Vanoli ha Atta come equilibratore. Sfrutta statura e tecnica per essere il raccordo perfetto"
Si alza in fase di possesso con la copertura di Fagioli e ricompone la linea a tre in fase di non possesso. Dopo qualche acciacco, è lui l'uomo chiave per Vanoli.
L’arrivo di Paolo Vanoli sulla panchina della Fiorentina ha ridefinito la centralità di Arthur Atta. Nella vittoria per 4-2 a Venezia, il tecnico ha mostrato uno scacchiere fluido: 4-3-3 di partenza che in fase di costruzione si trasforma in un 4-2-3-1. In questa dinamica, il francese classe 2003 è il vero ago della bilancia. Quando la Fiorentina imposta, Nicolò Fagioli si abbassa per gestire e costruire e Franco Mastantuono si alza sulla trequarti.
In questo contesto, Atta sfrutta statura e tecnica per essere il raccordo perfetto. Il suo compito principale è dare fisicità alla manovra e vincere i duelli individuali a metà campo per legare i reparti. Il lavoro più delicato per l’ex Udinese riguarda però la transizione difensiva. Appena perso il pallone, Atta deve ripiegare per ricomporre la linea mediana a tre. Questo movimento specifico serve a proteggere la regia di Fagioli e a coprire le spalle alle fiammate offensive di Mastantuono. Sintonizzare i tempi di pressione e rientro a pieno regime di Atta, dopo qualche problemino fisico, è ora la priorità di Vanoli: l’unico modo per non spaccare in due la squadra e dare stabilità alle ambizioni viola. Inoltre, questa duttilità permette al centrocampo di tenere le giuste distanze tra i reparti, ottimizzando il recupero palla e andare in transizione.
Lo riporta stamattina in edicola La Nazione.