Nazione: "Derby di Coppa Italia col Pisa importantissimo, chi vince va agli ottavi e trova il Napoli di Allegri"
La Coppa Italia è fondamentale per i viola. Senza impegni europei è l'unica strada per cullare il sogno del trofeo.
Archiviata la trasferta di Venezia, per la Fiorentina non c’è tempo di tirare il fiato. Martedì sera (ore 21) al Franchi arriverà il Pisa per i sedicesimi di Coppa Italia. Un derby sentito che per definizione sfugge alla normalità, al di là della categoria delle due squadre. Ma soprattutto è una gara secca da non sbagliare, perché quest’anno la Coppa Italia per la Fiorentina assume un peso specifico maggiore. Senza impegni europei la squadra di Vanoli ha tutto l’interesse di provare ad arrivare il più lontano possibile nella competizione: di fatto è l’unica strada per cullare il sogno del trofeo che manca da venticinque anni.
Superare il Pisa significherebbe guadagnarsi gli ottavi e la sfida del ‘Maradona’ contro il Napoli. A proposito di Napoli, la prima gara con gli uomini di Allegri è calendarizzata al Franchi per domenica alle 12.30. Ultimo impegno prima della lunga pausa (si tornerà in campo il 10 ottobre al ‘Ferraris’ col Genoa). Vanoli dovrà ricorrere a qualche rotazione inevitabile. Il nuovo tecnico viola sta ancora conoscendo fino in fondo una rosa molto rinnovata durante l’estate e la partita con il Pisa può diventare anche l’occasione per vedere all’opera chi fin qui ha trovato meno spazio. Possibile dunque qualche cambio in tutti i reparti, senza però stravolgere completamente l’undici iniziale. Perché l’obiettivo resta uno solo: passare il turno. Anche il contorno farà la sua parte. Fiorentina-Pisa non è una partita qualsiasi per le due tifoserie e la rivalità è ricordata quasi settimanalmente seppur a distanza. I biglietti sono in vendita, al momento sono attesi circa 10.000 spettatori. L’obiettivo del club è avere una cornice di pubblico significativa per spingere i ragazzi di Vanoli oltre l’ostacolo. Novanta minuti senza appello: in caso di parità si andrà direttamente ai rigori.
Lo scrive stamattina in edicola La Nazione