Nazione: "C'è stato un moto di rigetto verso Grosso. E la Fiorentina è tutt'altro che inallenabile"
Non è ben chiaro cosa sia successo con Grosso, ma la squadra non aveva dialogo e riferimenti in campo. Vanoli ha toccato le corde giuste.
Cinque giorni per riaccendere la luce e trasformare undici uomini sparsi in campo in una squadra vera. Paolo Vanoli non aveva certo con sé una bacchetta magica quando lunedì ha varcato per la seconda volta le soglie del Viola Park eppure a Venezia è sembrato quasi usarla: la Fiorentina scollegata e priva di idee vista per quasi un mese ha lasciato spazio a un corpo unico, capace di pensare e agire nella stessa direzione.
Non può essere stato però solo l’effetto elettroshock del cambio in panchina. E neppure, per usare le parole di Fagioli, qualche «bastonata» simbolica ben assestata nello spogliatoio. Vanoli è stato abile a toccare le corde giuste e a responsabilizzare un gruppo depresso ma dietro una metamorfosi tanto rapida deve esserci stata la piena partecipazione della squadra. Quella che era ormai venuta meno durante la gestione Grosso. La sensazione, palpabile, è che nello spogliatoio fosse maturato un moto di rigetto verso il precedente allenatore, con il quale erano rapidamente venuti a mancare dialogo e riferimenti in campo (se mai questi ci sono stati). Vanoli, poi, ha messo subito le mani dove serviva: il 4-2-3-1 varato al Penzo è stato il segno più evidente di un intervento che non si è limitato alle parole.
Il tecnico ha alzato il baricentro di 15 metri, ha chiesto un pressing a tutto campo e ha restituito continuità alla manovra offensiva. Il risultato? La Fiorentina ha prodotto occasioni per novanta minuti, chiudendo con dieci tiri nello specchio e un coefficiente di 3,31 xG (i gol previsti sulla base del predominio territoriale): numeri che non si vedevano da tempo e che raccontano la portata del cambiamento.
Il lavoro, naturalmente, è appena cominciato e l’attenzione alle letture difensive resta il primo difetto da correggere: Dragusin, in tal senso, ha mostrato progressi evidenti eppure le due reti incassate venerdì hanno portato a undici il totale dei gol subiti nelle prime quattro giornate. Servirà poi maggiore cinismo in attacco, perché a Venezia i viola si sono divorati almeno due occasioni davanti al portiere, rischiando di vanificare quanto costruito. Cinque giorni, in sintesi, non possono cancellare ogni problema ma sono stati sufficienti per spazzare via un alibi: la notte in laguna ha certificato che questa Fiorentina è tutt’altro che «inallenabile».
Lo scrive stamattina in edicola La Nazione