Nazione analizza: "Per invertire la tendenza negativa, Vanoli potrebbe anche passare alla difesa a tre"
Provate sette varianti differenti della linea a quattro. La prossima sfida contro l’Inter rappresenta non solo un nuovo ’stress test’, ma anche l’occasione del riscatto
La ricerca di un equilibrio che continua a sfuggire, nonostante i continui tentativi di cambiare gli uomini chiamati a garantirlo. È soprattutto nella propria metà campo che la Fiorentina sta pagando il prezzo più alto di questo complicato avvio di stagione. Diciassette gol incassati in sette giornate, il peggior dato della Serie A, rappresentano il bilancio di una retroguardia che non ha ancora trovato certezze. E dire che, tra la gestione Grosso e quella di Vanoli, gli esperimenti non sono mancati, senza però che il rendimento sia migliorato né che la difesa a quattro, unico punto fermo (almeno per ora), abbia restituito la solidità cercata.
Basta ripercorrere le scelte delle prime settimane per comprendere la portata delle rotazioni: dalla linea Dodo-Dragusin-Ranieri-Joao Mario schierata all’esordio con la Roma (risultato: 4 gol incassati), contro il Frosinone sono cambiati tre interpreti con gli ingressi di Jimenez, Pongracic e Valdepenas. Contro il Torino poi altrettante modifiche, tra cui l’inserimento di Viery al centro mentre a Venezia, gara del debutto di Vanoli, sono tornati Jimenez e Ranieri, mentre soltanto contro il Napoli è stata confermata integralmente la difesa del turno precedente. A Genova è uscito Viery per Valdepenas, prima dell’ennesimo rimescolamento di domenica con il Como, quando Pongracic e Viery hanno preso il posto di Ranieri (infortunato) e dello spagnolo. Il bilancio è eloquente: sei combinazioni differenti in sette partite ma, di fatto, lo stesso risultato: una media di 2,43 gol incassati a partita. E dire che il margine per cambiare ancora resterebbe enorme: considerando che Joao Mario può agire su entrambe le fasce e Viery anche da terzino sinistro, le soluzioni teoriche a disposizione del tecnico sono 39, destinate a salire a 54 quando Parisi completerà il recupero (previsto a gennaio).
Numeri che raccontano l’abbondanza di alternative ma anche la difficoltà nel trovare un assetto affidabile. Il problema, del resto, sembra andare oltre i singoli: disattenzioni, marcature perse e concentrazione a intermittenza hanno accompagnato le diverse formazioni, rendendo legittima ogni riflessione. Anche su Dragusin, finora unico difensore sempre impiegato ma non per questo, adesso, al riparo da possibili esclusioni.
Vanoli potrebbe persino rimettere in discussione il modulo, valutando in futuro il passaggio a una difesa a tre. Una soluzione finora mai adottata ma che potrebbe offrire maggiore copertura (domenica i viola affronteranno l’Inter, che vanta il miglior attacco del campionato). Resta però intanto la necessità impellente di correggere quei difetti collettivi che nessun cambio di interpreti, finora, è riuscito a risolvere.
Lo scrive stamattina in edicola La Nazione