23 Luglio 2024 · Ultimo aggiornamento: 13:15

Labaro viola: il mondo viola minuto per minuto
MONTELLA, ABBIAMO UN PROBLEMA! ZERO PUNTI DOPO DUE PARTITE: CHIESA NON C’E’, BOATENG NON C’E’, DIFESA E CENTROCAMPO NON CI SONO. E ALLA PROSSIMA C’E’ LA JUVE. IN TRIBUNA, INTANTO, L’OMBRA DI PRANDELLI… L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.
Editoriali

MONTELLA, ABBIAMO UN PROBLEMA! ZERO PUNTI DOPO DUE PARTITE: CHIESA NON C’E’, BOATENG NON C’E’, DIFESA E CENTROCAMPO NON CI SONO. E ALLA PROSSIMA C’E’ LA JUVE. IN TRIBUNA, INTANTO, L’OMBRA DI PRANDELLI… L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Stefano Borgi

2 Settembre · 03:20

Aggiornamento: 2 Settembre 2019 · 03:24

Condividi:

Nel calcio ci sono poche regole. Le 18 degli arbitri (compresa quella del buon senso), più quelle cosiddette non scritte. Un portiere, un centravanti, se possibile un buon centrocampista. Il resto è contorno. L’allenatore? Come l’arbitro… che faccia meno danni possibile. Poi va bene tutto. Tolti i ruoli in campo, c’è un’altra regola, magari meno famosa ma non meno importante: nel calcio, chi arriva primo sulla palla, vince la partita. Al di là degli schemi, della tecnica, dei gol fatti e subiti. Se l’avversario, sul pallone, arriva prima di te, se l’avversario corre più di te, se l’avversario è più motivato e voglioso di te, allora… Puoi avere anche 11 Maradona, ma la partita è persa in partenza. E questo è successo alla Fiorentina, a Marassi contro il Genoa. Certo, la Fiorentina non aveva 11 Maradona, e neppure il Genoa. Appunto per questo, contava la voglia, il carattere, la personalità. In questo, il Genoa ha battuto la Fiorentina 6-0. Lascia stare che, per l’imponderabile del calcio, è finita 2-1. E poteva pure finire in pareggio (che sarebbe stato un autentico furto). Ma la differenza tra il Genoa e la Fiorentina, in quanto a motivazioni, a spirito di sacrificio, spirito di gruppo beh… è parsa fin da subito evidente. E solo un Dragowski in serata di grazia, ha limitato il passivo. Per questo abbiamo titolato: Montella, abbiamo un problema. Un grosso problema. Mutuando Apollo 13 che disse: “Houston, abbiamo un problema”. E tutto quel che ne seguì…  Poi, chi ha notato quella frase pronunciata in sala stampa nel post-partita? “Finalmente finisce il calcio mercato. Troppe voci, troppe distrazioni. Non ne posso più”. Che significa? Che qualcuno, tra i viola, sogna altre destinazioni? Che le voci di mercato distraggono dall’allenamento quotidiano? Dalla concentrazione di ogni giorno? Perchè questo, a Genova, è sembrato: gente svuotata, svogliata, distratta da altri pensieri. Che magari non si concretizzeranno mai, ma che fino alle 22 del 2 settembre sono possibili. E guarda caso, Genoa-Fiorentina si è giocata 24 ore prima. In piena bagarre di mercato. Sarà un caso?

  • Comunque, al di là di voci ed illazioni varie, la Fiorentina a Marassi non è neppure scesa in campo. E Montella neppure. La formazione iniziale sbagliata, i primi cambi al 70′, nessuna traccia di cattiveria. Quella che deve dare l’allenatore, che mette la squadra di fronte al fatto compiuto: o si vince o si muore. Ed invece si è scelto di morire. Virtualmente. In tribuna Commisso e Joe Barone, entusiasti come nessuno, fino al fischio di Giacomelli. E alla fine? Come si saranno sentiti? Come si saranno sentiti a vedere Federico Chiesa, che loro hanno accontentato in tutto e per tutto, camminare, trotterellare, e svegliarsi solo a 5 minuti dalla fine? Quando ormai era troppo tardi per recuperare? Pradè lo ha detto a chiare note: trattasi di stagione di transizione. Dalla prossima saremo competitivi. Ok, ricevuto. Ma qualcuno ha detto a Pradè che Firenze è stanca di stagioni di transizione? Concluse poi regolarmente con la delusione massima: di grandi e piccini. Cioè, la definizione: “stagione di transizione”, non esiste in nessun vocabolario di lingua italiano e vernacolo fiorentino. A Firenze, o vince o perde. O si domina o si cede le armi. Il termine “transizione” mal si sposa col mondocentrismo del fiorentino. Che, in quanto discendente di Dante Alighieri, si sente depositario della lingua italiana. Ed autorizzato a fare e disfare della grammatica e della sintassi.

Ma torniamo al presente: alla Fiorentina manca una mezzala todocampista, che attacchi e che difenda. Un Milinkovic-Savic, un Khedira, un Berge… aggiungiamo noi. Che Pradè considera buono per l’anno prossimo. Alla Fiorentina manca un difensore rapido e forte di testa. Con Martin Caceres, quando sarà pronto, buona la prima. Alla Fiorentina, infine, manca una punta. A meno che, non esploda il serbo. O che tutti gli altri arrivino in doppia cifra, ed allora… problema risolto. Sennò, come cantava la Carrà: Pedro, Pedro, Pedro, Pedro pe… E chi s’è visto s’è visto.

  • Insomma, dopo appena due partite Vincenzo Montella è sulla graticola. Con la Juve ci vorrà calma, fortuna e… sangue freddo. Pena tre sconfitte nelle prime tre partite. E la Santa Inquisizione ordita dalle avversarie. Sempre più numerose. Ma siccome abbiamo aperto con: Montella, abbiamo un problema… Concludiamo con: Montella, problema risolto. Noi crediamo che tu sappia porre rimedio, da solo, senza interventi esterni. Sennò, anche quest’anno, Cesare Prandelli ha rifatto il suo bravo abbonamento in tribuna laterale. E vedrà tutte le partite casalinghe della Fiorentina. Noi, conoscendo un pò Prandelli, i suoi tormentati (ed interrotti) trascorsi con la Fiorentina, crediamo che tornerebbe di corsa sulla panchina viola. Senza neppure passare dal via. Montella che dice? Si da una mossa? Intende adattare il modulo ai calciatori a disposizione, oppure continua ad inseguire i voli pindarici? Moduli immaginari, alla ricerca dello schema perduto? Ce lo dica, perchè dalla tribuna al campo… si fa presto. E Prandelli, le partite della viola, intende vedersele, viversele tutte. Dalla tribuna, o… se proprio serve, anche dal campo. Per meglio dire dalla panchina. Ai posteri…

Testata giornalistica | Autorizzazione Tribunale di Firenze n.6004 del 03/11/2015
Edimedia editore | Proprietario: Flavio Ognissanti | P. IVA: IT04217880717

© Copyright 2020 - 2024 | Designed and developed by Kobold Studio